Guns N’ Roses: ecco come Slash ha sfiorato la morte

La storia della musica pullula di musicisti che hanno tragicamente trovato la morte a causa dello spropositato abuso di alcool o sostanze stupefacenti. Altrettanti artisti sono riusciti a sfiorare la morte e salvarsi miracolosamente. Ne sono un esempio Ozzy Osbourne, il cui D.N.A. è stato addirittura oggetto di ricerca grazie alla sua elevatissima resistenza, Nikki Sixx e Slash. Recentemente, lo storico chitarrista dei Guns N’Roses, ha rievocato la vicenda drammatica che lo coinvolse ormai diversi anni fa. Erano gli anni ’90, i Guns N’ Roses erano all’apice del loro successo quando, Slash ebbe un arresto cardiaco a causa di un’overdose che lo lascio senza vita per circa 8 minuti in uno dei corridoi dell’albergo nel quale il gruppo stava alloggiando.

Fortunatamente, i soccorritori riuscirono a rianimarlo. Slash aveva assunto grosse quantità di speedball, un mix letale di cocaina ed eroina. Ecco le parole del chitarrista in merito alla vicenda, intervistato dalla BBC: “Sono davvero grato per quanto mi sia accaduto. Essere riuscito a superare quella storia, poter andare avanti mantenendo la mia passione per la musica intatta stando bene fisicamente. Credo davvero di essere stato graziato, sarebbe potuta finire molto diversamente”.

Slash scende nei particolari dell’accaduto

“Avete presente Casino? Il film del 1995 diretto da Martin Scorsese e con Sharon Stone come protagonista? C’è una scena in cui Robert De Niro se ne va e Sharon si trova in hotel insieme a James Wood. Cammina in un corridoio quando collassa fino a morire. A me è accaduta la stessa cosa, solo che sono sopravvissuto; è stato come morire e poi resuscitare. – Slash prosegue – Ricordo ogni cosa come fosse ieri, quando mi sono svegliato c’erano paramedici dappertutto. Ero ancora in hotel e tutto era accaduto in quel corridoio. Fino a quel punto ricordo ogni casa, poi è come se avessi subito un black out. Quando i paramedici ti riportano in vita succede qualcosa di strano. Le scosse elettriche invadono il tuo corpo e poi le luci e le grida; è una sensazione inconfondibile. Mi è successo un paio di volte quindi lo so perfettamente”.

Fortunatamente, Slash è uscito dal tunnel della droga ormai da molti anni. “Era il 2006 quando ho smesso e non è stato per niente facile. All’inizio devi affrontare il fatto che i danni subiti sono irreparabili. Non riesci più a divertirti, ti senti inutile e tutto questo solo perché è stata la dipendenza a ridurti così. Devi essere lucido e continuare a ricordare a te stesso quello che hai passato, solo perché tu possa ricominciare. Tutto ciò che vuoi è provare a condurre una vita normale, diversa. Per riuscirci, però, occorre tanto impegno”.

Ad oggi, il chitarrista si rende conto che, aver sfiorato la morte, gli ha permesso di ricominciare e migliorarsi: “Non sarei mai riuscito a fare ciò che ho fatto in questi anni se avessi continuato in quel modo. In realtà, credo che non sarei nemmeno qui oggi”. Negli ultimi tempi, Slash si vede piacevolmente travolto dagli impegni, dalla reunion coi Guns N’ Roses ai suoi lavori da solista, conclusi con Living The Dream del 2018 per il quale è coinvolto in un lungo tour con Myles Kennedy And The Conspirators.

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)