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5 album peggiori di grandi artisti del rock

Si sa, l’ispirazione è tiranna. A volte fornisce stimolo e spinta creativa per dare origine a qualcosa di buono e e artisticamente completo. A volte, lascia dei vuoti, delle mancanze. E ciò che risulta stenta a reggersi in piedi. Lo sanno bene, musicisti e rockstar che – sebbene possano contare su discografie prolifiche e dense – sicuramente hanno lavori discografici dei quali non sono pienamente soddisfatti. Scopriamo oggi la lista di alcuni degli album meno riusciti nella storia della musica, firmati però da artisti eccezionali del panorama internazionale.

LULU, LOU REED E METALLICA (2011)

Il primo posto in questa classifica degli album rock peggiori della storia – pubblicati però da grandi artisti – è occupato da Lulu. Lavoro discografico congiunto di Lou Reed e dei Metallica. Pubblicato il 31 Ottobre del 2011, Lulu è l’ultimo album registrato da Lou Reed prima della scomparsa, avvenuta nel 2013. Superfluo dire che ricevette molte critiche negative nelle varie riviste musicali – tanto che il critico Stuart Berman, di Pitchfork, gli assegnò addirittura 1.0.

“Lulu è un fallimento frustrante ma nobile. Audace alle estreme conseguenze – dirà lo stesso Berman – ma stancante e noioso, di conseguenza, le sue poche idee interessanti sono tese oltre il punto di utilità e pestate alla sottomissione”. Lou Reed dichiarò che, dopo la sua collaborazione con i Metallica, i fan degli stessi minacciarono di sparagli. E che, non era la prima volta in cui qualcuno non apprezzava il suo lavoro. “E quindi? Io realizzo musica per divertirmi”. 

SELF PORTRAIT, BOB DYLAN (1970)

Self Portrait è un album di Bob Dylan, pubblicato nel 1970 per la Columbia Records. Si tratta sicuramente di una delle opere più controverse del cantautore, date le reazioni contraddittorie e le molteplici interpretazioni che si è tentato di dargli. Le critiche più blande lo hanno definito mediocre, quelle più schiette un album davvero orribile. Iconica la recensione della famosa rivista Rolling Stone che iniziava con “What is this shit?”. Per rispondere a tutto questo e giustificare Self Portrait, Bob Dylan avrà a dire che voleva sorprendere e scioccare i fan.

WORKING ON A DREAM, BRUCE SPRINGSTEEN (2009)

Bruce Springsteen pubblica – il 29 Gennaio del 2009 – il suo sedicesimo album in studio. Si tratta di Working on a Dream, lavoro discografico di dodici tracce + una bonus, che svela una decisiva svolta del sound del cantautore verso il pop melodico.

Springsteen, che ha fatto della sua capacità comunicativa e delle sue coinvolgenti esibizioni dal vivo, il proprio marchio di fabbrica, qui soffre di una carenza di ispirazione e slancio creativo. Working on a Dream conta di brani che – accanto a sonorità più melodiche – non sono tematicamente profonde come lo erano stati – e lo saranno ancora – altri lavori del Boss.

METAL MACHINE MUSIC, LOU REED (1975)

Lou Reed torna nuovamente in classifica – o sarebbe meglio dire, lo era già – con l’album del 1975, intitolato Metal Machine Music. “Non chiederò scusa a nessuno per questo – avrà a dire il diretto interessato a proposito del disco – e non penso che bisognerebbe mettere nessuna avvertenza sulla copertina”. Dichiarazioni queste, che esprimono un atteggiamento decisamente sulla difensiva. Ma perché?

L’album conta, quasi esclusivamente, di rumori e feedback chitarristi. Per questo, nell’ambiente, è sempre stato considerato quasi come uno scherzo. Un ritorno alle sperimentazioni sonore che Reed aveva iniziato con i Velvet Underground. Nelle note di copertina, lo stesso artista scrisse che Metal Machine Music rappresentava la fine della musica e che chi lo avesse ascoltato fino in fondo, si sarebbe dimostrato più pazzo di lui.

HAVING FUN  WITH ELVIS ON STAGE, ELVIS PRESLEY (1974)

L’album in questione è un unicum in questa lista dei peggiori dischi, prodotti da grandi rockstar. Si tratta infatti della registrazione di un’esibizione live di Elvis Presley, del 1974. La particolarità del lavoro tuttavia, è che non contiene quasi nessuna traccia musicale. Consiste principalmente di battute e scherzi da palco, spezzoni parlati di Elvis tra un brano e l’altro. Il disco è classificato al primo posto nella lista dei peggiori album rock ‘n’ roll della storia, nel libro di Owen O’Donnell del 1991. Emblematicamente il volume si intitola The Worst Rock and Roll Records of All Time. 

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.