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Beatles, tutti i misteri nella copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Nel 1967 i Beatles pubblicano il loro ottavo album in studio, dal titolo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Considerato una vera e propria pietra miliare all’interno della discografia dei Fab Four, nonché un capolavoro della musica mondiale, il disco non è riconducibile ad un unico genere musicale. Paul McCartney e soci ne approfittano per sperimentare e cimentarsi con una commistione variegata di stili, sound, testi, soluzioni creative e tecnologie avanzate. Una delle tante curiosità  sorte intorno a Sgt. Pepper’s riguarda la sua copertina e tutti i segreti in essa nascosti. Scopriamone di più in questo articolo.

BEATLES, GENESI E IDEAZIONE DELL’OTTAVO ALBUM IN STUDIO

Verso la fine del 1966 ai Beatles venne l’idea di comporre un album che racchiudesse i ricordi adolescenziali della band a Liverpool. Un concept album che però non incontrava i desideri della EMI, desiderosa di pubblicare un 45 giri. Così i Fab Four si ritrovarono costretti a trovare strade alternative per rilasciare un album unitario, senza sacrificare nemmeno una canzone.

In quel periodo Paul McCartney andò in viaggio in Kenya, dove si era proposto di trovare un modo con il quale i Beatles potessero proseguire la loro carriera musicale anche senza andare in tour. Sul volo di ritorno assieme all’amico Mal Evans ebbe l’idea di un disco eseguito da un immaginario gruppo di musicisti, una banda di ottoni, chiamati i Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club.

LA REAZIONE DELLA BAND ALLA PROPOSTA DI PAUL MCCARTNEY

Quando Paul McCartney sottopose la sua idea agli altri Beatles la reazione non fu unanime. Se da una parte John Lennon e George Harrison non si mostrarono favorevoli, Ringo Starr acconsentì a cantare un pezzo scritto dal bassista e da Lennon. Il suo unico contributo vocale solista per Sgt. Pepper’s si ritrova infatti nel brano With a Little Help From my Friend. 

John Lennon propose poi di inserire nell’album le canzoni già composte fino a quel momento. Quindi per dare l’idea dell’organicità tipica dei concept album, si decise di incidere le tracce senza soluzione di continuità e di scegliere una copertina che avrebbe dovuto simboleggiare un’opera unica.

LA COPERTINA DI SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND

La copertina di Sgt. Pepper’s – oltre ad essersi aggiudicata il Grammy nel 1968 nella categoria delle cover – è una delle opere d’arte più conosciute al mondo e un elemento cardine della cultura di massa. La sua fama arrivò ad un tale livello che ne nacquero anche delle parodie. Come quella di Frank Zappa per il suo album We’re Only in It for the Money. Nella parte frontale della copertina si può vedere un gruppo di personaggi, davanti ai quali concettualmente i Beatles avrebbero voluto esibirsi. Tra i tanti Einstein, Marlon Brando, Karl Marx, Stanlio e Ollio. L’etichetta discografica mise il veto solo su Ghandi e Hitler, inizialmente proposti da John Lennon.

Nella facciata posteriore della cover invece – che si apriva come un libro – compaiono per la prima volta i testi delle canzoni. Inoltre vi si trovano ritratti i quattro Beatles, con il solo Paul McCartney fotografato di spalle. Questo ovviamente diede adito alla teoria secondo la quale il bassista sarebbe morto e sostituito da un sosia. I Fab Four avrebbero inoltre voluto fornire l’album assieme a dei gadget. Ma per limitare i costi, già altissimi per l’epoca, gli oggetti vennero semplicemente stampati su un’altra pagina del disco e i fan se li poterono ritagliare a proprio piacimento.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.