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I brani che anticipano la morte delle rockstar

La musica può tante cose. Ma se c’è una cosa per la quale è perfetta, è la capacità di evadere dalla propria realtà, di confrontarsi e introiettare le proprie emozioni, permettendone la catarsi. E’ per questo motivo, che molti artisti e rockstar – consapevoli di essere ormai prossimi alla fine della propria vita – hanno decise di scendere a patti con la propria mortalità in una canzone. Brani struggenti e profondi, che rendono immortali uomini inevitabilmente mortali – nel successo e nella notorietà delle loro carriere.

GEORGE HARRISON, STUCK INSIDE A CLOUD, 2002

Dopo lo scioglimento ufficiale dei Beatles, nel 1970, anche George Harrison decide di imbarcarsi in una carriera solista. Tanto più che – uno dei maggior motivi di dissidio e contrasto con gli altri membri – era il mancato riconoscimento del suo crescente talento cantautoriale. Il suo ultimo lavoro discografico – Brainwashed – viene pubblicato postumo nel 2002, a quasi un anno di distanza dalla morte dell’ex Beatles. George Harrison viene infatti stroncato da un cancro, con il quale combatteva da quattro anni.

Le registrazioni di Brainwashed erano in realtà iniziate nel 1988, ma avevano subito numerosi scossoni e ritardi. Quando infine, Harrison viene messo di fronte all’evidenza della sua prossima fine, decide di lavorare più duramente e intensamente che mai. Il 29 Novembre del 2001 purtroppo, l’ex Fab Four morì, lasciando Brainwashed incompleto. Il figlio Dhani e il suo vecchio collaboratore Jeff Lynne – seguirono le istruzioni lasciate da Harrison – per ultimare e pubblicare il lavoro postumo.

DAVID BOWIE, LAZARUS, 2016

Al secondo posto di questa breve classifica inseriamo Lazarus, struggente brano di David Bowie estratto dall’album Blackstar, del 2016 – l’ultimo pubblicato dal Duca Bianco. In questo brano, il cantautore britannico riflette sulla sua prossima liberazione, annunciando ciò che gli sarebbe successo di lì a breve. In un video clip onirico – e dalle tinte oscure – Bowie appare in un letto di ospedale, in lotta contro una malattia.

La morte tuttavia – proprio come era successo a Lazzaro – è una forma estrema di liberazione. David Bowie, che annuncia come non abbia più nulla da perdere ormai, sa anche che presto sarà libero come un uccello.

QUEEN, THE SHOW MUST GO ON, 1991

Al terzo posto di questa breve classifica sui brani pubblicati prima della morte di una rockstar, troviamo The Show Must Go On. Erroneamente ritenuto il testamento spirituale di Freddie Mercury, si tratta in realtà di un brano scritto dal chitarrista dei Queen, Brian May. Il brano – estratto dall’album Innuendo del 1991 – venne pubblicato anche come singolo promozionale della raccolta Greatest Hits II, sei settimane prima della morte di Freddie Mercury.

Anche il video clip di The Show Must Go On palesa l’atmosfera di tristezza e malinconia che permeava la band britannica. Le note della canzone infatti, scorrono sullo sfondo di un collage fatto di vecchi video, concerti ed esibizioni della band dal 1981 fino a quel momento. Freddie Mercury era ormai nelle ultime fasi della sua vita, prima che una broncopolmonite – aggravata dall’AIDS – lo portasse via, il 24 Novembre del 1991.

LEONARD COHEN, YOU WANT IT DARKER, 2016

Arriviamo alla penultima posizione di questa classifica con You Want it Darker, brano di Leonard Cohen estratto dal suo ultimo disco omonimo. Il brano – così come l’album del quale fa parte – venne pubblicato un mese prima della morte del cantautore, il 21 Ottobre del 2016. L’atmosfera di You Want it Darker potrebbe essere riassunta dallo stesso titolo, dato la sua attenzione a temi come la morte e Dio.

Come per il caso di George Harrison, Leonardo Cohen non riuscì a completare del tutto i lavori al disco – dati i problemi cardiaci che lo costrinsero al riposo. La situazione venne allora presa in mano dal figlio Adam.

JOHNNY CASH, HURT, 2002

Concludiamo questa breve classifica dei brani che anticipano la morte delle rockstar, con Hurt di Johnny Cash. Una canzone struggente e tristissima, che parla di una vita vissuta al pieno delle sue possibilità con la malinconia che solo uno sguardo in retrospettiva può dare. Hurt è l’ultima canzone interpretata dal grande cantautore Johnny Cash e come il suo titolo – semplice e diretto – lascia poco spazio alle interpretazioni.

Il brano era stato in realtà scritto dai Nine Inch Nails nel 1994, ma nel 2002 gli agenti di Cash chiesero alla band il permesso di realizzarne una cover. Il brano venne poi inserito in American IV: The Man Comes Around. Johnny Cash prende Hurt e la trasforma nel resoconto agrodolce della sua intera esistenza, con la consapevolezza di aver ancora poco tempo a disposizione.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.