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Queen, Brian May: “ecco perché il mio plettro è una moneta”

I Queen oltre ad avere un meraviglioso frontman, rimasto nella mente di tutti, non sarebbero stati gli stessi senza Brian May. Un formidabile chitarrista che ha composto alcune tra le loro canzoni più famose, di recente ha dovuto affrontare alcuni problemi di salute, ma ha resistito e adesso sembra stare bene. Brian May ha sempre idee originali e particolari, forse anche grazie alla sua mente a dir poco geniale: non dimentichiamo che è anche un astrofisico (esiste anche un asteroide a suo nome). Dalla sua mente, collaborando con i suoi compagni d’avventura, sono venute fuori alcune tra le canzoni più belle della storia della musica. Adesso Brian May sembra volerci stupire con un’altra tecnica particolare, che riguarda strettamente il suo strumento: la chitarra. A quanto pare, infatti, Brian May suonerebbe la chitarra con… le monete!

Brian May cerca le scelte difficili

Intervistato da Premier Guitar, il chitarrista ha spiegato che gli piace suonare la chitarra con le monete:

“Beh, ho fatto un intero viaggio, davvero. Facevo scelte molto flessibili perché pensavo che quello fosse il modo di diventare fluido e veloce o qualunque cosa – perché non avrebbe influenzato il modo in cui muovi le dita all’indietro e in avanti. E ho scoperto che non mi piaceva. Ho scoperto che mi piacevano le scelte più difficili perché potevo sentire più dell’azione tra le dita e quindi un giorno suppongo di averlo provato solo perché pensavo, ‘Beh, questo mi darà assolutamente tutto ciò che accade alla corda. Lo sentirò tra le dita'”.

Inizialmente Brian May ha palesato quella che sicuramente è una sua caratteristica di sempre: non gli basta durante la performance semplicemente eseguire il suono, vuole anche fisicamente sentire nelle sue dita le corde in un certo modo.

Sentire il suono tra le dita

Brian May indicando le monete ha poi spiegato che anche se potrebbe sembrare una scelta poco funzionale per quanto concerne la flessibilità, lui si ritiene soddisfatto perché al contrario gli permette di percepire meglio il suono.

“Riesco persino a sentire le dentellature mentre procede in questo modo, riesco a sentirmi tra le dita. Lo tengo in modo che possa flettersi e così tu abbia tutta la flessibilità, ma ti dà anche variazione”.

Ed ha continuato vantandone il suono pulito: “È molto pulito, molto bello – ma se lo inclinassi in questo modo a vari livelli, ti dà questo tipo di schizzi, che in combinazione con il tallone della mano ti dà quasi lo stesso tipo di articolazione di una voce umana. Non si consumano, non fanno male alle corde perché questo è un metallo e un acciaio più morbidi. È come l’argento al nichel e durano per sempre, ne ho un migliaio e sono molto economici”.

Avete sentito chitarristi? Mi sa che è arrivato il momento di mettere da parte i cari vecchi plettri!

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Laureata in lettere moderne e laureanda in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.