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Cinque album di cantautori italiani ispirati a opere letterarie

La musica d’autore si distingue da altri generi per la forte importanza che danno gli artisti ai testi. Infatti, per quanto la musica sia fondamentale, per i cantautori italiani è il testo a fare la differenza. Viene curato nei dettagli, è pieno di riferimenti culturali, storici e politici. I grandi cantautori italiani si trovano spesso all’interno di antologie e libri di testo di letteratura, questo in quanto spesso i testi possono essere definite vere e proprie poesie e composizioni letterarie. Questo ad esempio vale per La guerra di Piero o La canzone di Marinella del cantautore Fabrizio De André, che spesso ritroviamo nelle antologie. Sono a volte gli stessi cantautori a stabilire un forte legame con la tradizione letteraria, componendo di fatto brani ispirati ad opere letterarie o che comunque vi fanno riferimento. Scopriamo cinque album che sono strettamente legati alla letteratura.

Fabrizio De André – Non al denaro non all’amore né al cielo

Cominciamo proprio dal già citato De André. Questo autore non ha mai fatto mistero della sua passione per l‘Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Come sappiamo, l’antologia comprende una serie di poesie scritte in verso libero, ognuna delle quali racconta una storia. Quest’opera è stata presa da De André e trasposta in musica in questo album. Le canzoni non riportano il titolo esatto delle poesie, ad eccezione per Il suonatore Jones, uno dei brani a cui probabilmente Faber era più affezionato, visto che tratta di un musicista. L’album contiene alcune tra le canzoni più famose di Faber, come Un giudice.

Edoardo Bennato – Burattino senza fili

Uno dei libri più importanti della storia della letteratura italiana è senza dubbio il Pinocchio di Carlo Collodi. Questo concept album di Bennato, che fu il più venduto nel 1977, vuole trasporre le sue avventure in musica. Pinocchio viene usato come metafora della società, come già nel libro originale naturalmente diventa. Alcuni brani, come Il gatto e la volpe, sono ormai immortali e fanno pensare ad un album tutto sommato “commerciale”. Tuttavia, tutti possiamo evincere la forza dell’allegoria usata dall’autore che trae da un libro fondamentale e famosissimo un album iconico.

Roberto Vecchioni – Samarcanda

Roberto Vecchioni ha per tutta la vita intrecciato il suo mestiere di cantautore con quello di scrittore e di professore. Fino alla pensione è stato, infatti, insegnante di latino e greco nei licei. Allora in questo album come in moltissimi altri si evince la sua passione e grande conoscenza per le opere letterarie. Non si tratta di un concept album, quindi i richiami letterari non sono connessi tra loro. Samarcanda, una delle canzoni più famose di Vecchioni, richiama una favola orientale narrata nell’incipit del romanzo Appuntamento a Samarra di John Henry O’Hara e nelle Storie di Maghrebinia di Gregor von Rezzori. In Blu(e) Notte si parla del poeta Sandro Penna, che Vecchioni incontrò nel 1977 e vi è anche un riferimento alla poesia X Agosto di Pascoli. Canzone per Sergio oltre a citare Bon Dylan, ha un evidente richiamo a Moby Dick di Herman Melville. L’ultimo spettacolo poi cita i poemi omerici.

Vinicio Capossela – Ballata per uomini e bestie

Un altro cantautore che si è particolarmente dedicato alla letteratura è senz’altro Vinicio Capossela. Proprio nel suo ultimo album uscito, ha dato notevole spazio alla ballata medievale ed alla poesia. Come riporta il suo sito:

Il racconto e il canto divengono strumento per tentare un riavvicinamento al sacro e alle bestie, indispensabile punto di accesso al mistero della natura, anche umana. La forma scelta da Capossela per questa sua nuova impresa artistica è quella della ballata, come occasione di pratica metrica e di svincolamento dalla sintesi. La ballata prende il caos delle parole in libertà, l’esperienza liquida del divenire, le riduce a storia e le compone nel fluire di strofe. Tra i quattordici brani che compongono l’album non mancano poi canzoni ispirate alla grande letteratura, da testi medievali alle opere di poeti amati come Oscar Wilde e John Keats.

Tra le citazioni più palesi c’è Ballata del carcere di Reading, una trasposizione in musica dell’omonimo poema di Oscar Wilde. L’autore non ha meticolosamente riprodotto il testo dell’opera, ma lo ha riadattato senza stravolgerlo.

Francesco Guccini – L’isola non trovata

Francesco Guccini, come Vecchioni, è un altro dei cantautori italiani che non ha mai mancato di citare opere letterarie nei suoi album. Una delle sue canzoni più famose è Cirano, che tratta dell’omonimo personaggio. L’isola non trovata contiene notevoli citazioni letterarie. La collina è evidentemente ispirato da Il giovane Holden di di J. D. Salinger. Asia è una canzone le cui fonti sono varissime: avventure medievali, miti, Marco Polo, ecc. Infine è da notare una bellissima citazione al poeta Guido Gozzano nella title-track dell’album: L’isola non trovata presenta un rimando alla poesia La più bella di Gozzano.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.