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Le canzoni rock più difficili da cantare

Approcciarsi allo studio della musica e del canto può essere un’esperienza tanto soddisfacente quanto complicata. Dietro canzoni apparentemente facili da riprodurre, si potrà infatti scoprire uno studio minuzioso e preciso che – se non analizzato bene – non darà mai il risultato sperato. Fermo restando che parlare di difficoltà in ambito musicale è e rimarrà sempre un discorso soggettivo e passabile di interpretazione, ci sono dei pezzi rock che – a livello tecnico o per la complessità del testo – possono risultare davvero ostici da replicare. Scopriamone qualcuno in questo articolo.

THE GREAT GIG IN THE SKY, PINK FLOYD

The Great Gig in the Sky è il quinto singolo estratto dall’album The Dark Side of the Moon nonché brano capolavoro dei Pink Floyd. Ciò che ha reso celebre e intramontabile questo pezzo è il lungo assolo vocale della cantante Clare Torry – attorno al quale è nato un curioso e interessante aneddoto. La donna fu infatti chiamata agli Abbey Road Studios – su suggerimento di Alan Parsons – ma non ricevette nessuna indicazione da parte di David Gilmour,Roger Waters e soci.



“Non ci sono parole. Riguarda la morte” le dissero prima di registrare. Il gruppo stesso ha riferito che la Torry fece almeno una dozzina di prove – delle vere e proprie improvvisazioni – ma che alla fine uscì dallo studio imbarazzata, scusandosi per la performance. E’ passato alla storia il fatto che la donna credesse fermamente che i Pink Floyd non avrebbero mai usato la sua voce per The Great Gig in the Sky.

THE SHOW MUST GO ON, QUEEN

Parola dello stesso Adam Lambert – giovane talento di American Idol che si è costruito una nuova carriera come cantante dei Queen + Adam Lambert. Nonostante le critiche e i numerosi detrattori infatti – che non smettono di sminuire l’artista in confronto a Freddie Mercury – Lambert continua a portare sul palco i più grandi successi della band britannica. Con cognizione di causa quindi – il nuovo compagno di band di Brian May e Roger Taylor – ha dichiarato che la canzone più difficile da cantare dei Queen non sia Bohemian Rhapsody. Si tratta invece di The Show Must Go On.



“Bohemian Rhapsody è un pezzo importante, Who Wants To Live Forever è molto complessa, ma le vere difficoltà arrivano con The Show Must Go On – ha detto Adam Lambertquel brano mi uccide. Non si ferma ma va sempre e solo avanti”.

DREAM ON, AEROSMITH

Dream On è un pezzo della leggendaria band degli Aerosmith, contenuto nell’album di debutto omonimo del 1973. Sebbene la voce del cantante Steven Tyler si sia notevolmente debilitata nel tempo – a causa degli stravizi e degli eccessi per i quali è passato alla storia assieme a Joe Perry – all’epoca dell’uscita questo pezzo presentava delle difficoltà tecniche notevoli.

La canzone – una ballata struggente e potente – è considerata tuttora una delle più belle e iconiche nella storia del rock. In un crescendo energico e implacabile, la chitarra di Joe Perry diventa sempre più pressante – il sottofondo che introduce l’esplosione della voce di Steven Tyler in un pezzo gridato veramente aggressivo e rock ‘n’ roll.

CHOP SUEY! SYSTEM OF A DOWN

Il 6 Novembre del 2001 i System of a Down pubblicano il primo estratto del secondo album in studio – Toxicity – dal titolo Chop Suey! La difficoltà di questo pezzo della band statunitense si può ritrovare in due elementi. Innanzitutto nella voce del frontman – Serj Tankian – e in secondo luogo nella velocità e nell’incastro delle parole.

In particolare il cantautore e polistrumentista di origini armene è dotato – sul piano vocale – di un timbro unico. Capace di spaziare da un falsetto al growl o ad un cantato più melodico e pulito. Queste caratteristiche hanno permesso al cantante dei System of a Down di aggiudicarsi il 26° posto nella classifica dei migliori 100 cantanti metal di tutti i tempi, secondo Hit Parader.

LA MELA DI ODESSA, AREA

Rimaniamo in terra nostrana invece, per parlare dell’ultimo gruppo di questa classifica, ovvero gli Area. Gruppo musicale attivo dal 1972, si è concentrato fin dagli esordi nella creazione di una “musica totale, di fusione e internazionalità”. Per questo motivo il particolare sound della band di Demetrio Stratos nasce dal mix di diversi generi musicali: dal rock progressivo al free jazz, dalla musica elettronica a quella etnica, con un costante sperimentalismo musicale.

La Mela di Odessa – brano tratto dall’album Crac del 1975 – è uno dei tanti brani degli Area che mostrano la difficoltà di replicare una voce come quella di Demetrio Stratos. Il cantante di origine greca ha coltivato – nell’arco della propria carriera – uno studio della voce intesa come strumento musicale. Questo lo ha portato a raggiungere risultati ai limiti delle capacità umane. Molte analisi sono state condotte sulla sua voce – sia nel periodo compreso tra il 1976-78 sia durante il tempo che passò a Padova. E tutti i risultati hanno condotto alla constatazione che Demetrio Stratos presentava caratteristiche e abilità difficilmente individuabili in una sola persona.



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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.