Come sono cambiati i Rolling Stones dall’uscita del primo singolo


Ad ascoltare band storiche oggigiorno, dopo carriere ventennali se non cinquantennali, si rischia di perdere il contatto con il passato, dimenticandosi le loro origini. Come si sono formati i primi gruppi, con quali singoli hanno debuttato, il credito o le critiche che hanno ricevuto all’inizio. Tornare alle radici della musica aiuta a capire maggiormente in retrospettiva certe suggestioni, certi cambiamenti che ci sono stati tanto nel sound quanto nelle idee alla base della musica. Nel 1963 i Rolling Stones fanno il loro ingresso nel mondo dei grandi artisti con Come on, la cover di un musicista ben più famoso di loro. Il brano diventa il loro singolo di debutto e da quel momento la loro ascesa li porterà a diventare una della band più influenti e iconiche della musica internazionale. Scopriamo oggi come sono cambiati i Rolling Stones dall’uscita di quel primo brano quasi 60 anni fa.

Debutto dei Rolling Stones: Come on di Chuck Berry

Il 2 Maggio del 1963 i Rolling Stones, guidati e indirizzati dal nuovo manager Andrew Loog Oldham, entrano in sala di registrazione per incidere il loro primo singolo. C’è solo un problema: il gruppo non ha alcuna canzone in repertorio. Nessuno, all’interno della formazione, ha iniziato a scrivere brani. Mick Jagger e Keith Richards devono ancora accumulare esperienza in materia. Nella ricerca di un pezzo di cui eseguire la cover i Rolling Stones si imbattono in Come On, estratto dall’album di Chuck Berry appena pubblicato. Sul lato B, per fare da contraltare al grande musicista, gli Stones ripropongono I Want to be Loved di Muddy Waters – che avevano già registrato qualche mese prima.

Il 10 Maggio 1963 i Rolling Stones registrano per tre ore una versione di Come On che, agli atti finali del processo, avrà una durata di 1 minuto e 45 secondi. Oldham, il neo assunto manager, per l’occasione si improvvisa anche produttore senza aver la minima idea di cosa fare. “Non sapevo una dannata cosa di registrazione, o di musica da quel punto di vista” dirà l’uomo a proposito del progetto. Al che Mick Jagger aggiungerà che non si trattava alto che di un “branco di maledetti dilettanti che volevano fare una canzone di successo”.

Nonostante il dilettantismo però la cosa funzionò alla grande. Come On venne rilasciato il 7 Giugno 1963 e il 27 Luglio era già entrato nella classifica NME dei singoli al ventesimo posto. Nella traccia Mick Jagger esegue la voce principale mentre Brian Jones (armonica) e Bill Wyman (basso) fanno le seconde voci. Per quanto riguarda il resto della formazione Keith Richards sta alla chitarra ritmica e Charlie Watts alla batteria. Fun fact: dopo il rilascio del pezzo di debutto l’etichetta ne mandò solo quattro copie all’ufficio di Oldham. I Rolling Stones dovettero andare in giro a comprare altri dischi per poterne avere almeno uno a testa.

Come sono cambiati gli Stones?

Da quel primo singolo di debutto nel 1963 ad oggi sono passati quasi sessant’anni e i Rolling Stones sono cambiati naturalmente pur mantenendo lo stesso carattere rock. Come on – cover di Chuck Berry – ha spalancato alla band le porte della musica internazionale ma è stato solo il trampolino di lancio di una carriera ben più prolifica. Basti pensare che all’epoca la band non aveva ancora pezzi propri: Mick Jagger e Keith Richards non scrivevano. Da qui la necessità di cercare nel repertorio di altri musicisti un pezzo di cui eseguire la cover. Come On non è una scelta casuale. Gli Stones idolatravano Chuck Berry e il blues sarà il sound portante dei loro pezzi iniziali. La musica dei neri che cantavano la propria libertà viene usata per cantare i nuovi conflitti sociali, i nuovi oppressi, in un Inghilterra dilaniata dalla disuguaglianza e dalle ipocrisie sociali.

I Rolling Stones incarnano perfettamente un rock ruvido, diretto, fatto di eccessi ma anche di verità. Lo ricostruiscono partendo dalle sue radici blues e jazz, esordendo come la versione “cattiva” dei Beatles. Tra l’inquietudine di Robert Johnson e la musica di Elvis Presley, gli Stones di ribellano al perbenismo di facciata e passano alla storia come i teppisti londinesi e ribelli. L’album d’esordio, Rolling Stones del 1964, è un rivisitazione del grande repertorio rhythm e blues della musica mondiale. All’insegna di un rock sporco, torbido e sensuale. La band è l’incarnazione vivente del motto sex, drugs and Rock ‘n Roll. La vita dissoluta e l’oblio delle droghe conducono ad una breve e insoddisfacente deriva psichedelica e hippie, per poi tornare sui passi di un rock più sporco nel 1968 con Beggars Banquet. Tra alti e bassi, perdite irreparabili e declini inevitabili, i Rolling Stones continuano ancora ad andare avanti. Ancorati ad una vocazione più forte di ogni cosa.

 

 

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.