Daniel Johnston: è morto il cantautore che ispirò Kurt Cobain

A darne la notizia è stato l’Austin Chronicle. Il famoso musicista Daniel Johnston è morto all’età di 58 anni. La storia è stata poi confermata dall’ex manager del cantante – Jeff Tartakov – e dal fratello di Johnston. Il decesso del musicista è avvenuto nella sua casa di Austin – dove ormai risiedeva da diversi anni – per un probabile attacco cardiaco. Per tutti i nati tra gli anni ’70 e ’80 Daniel Johnston ha rappresentato l’archetipo dell’artista che fa della propria Arte un’esigenza, e non una mossa commerciale. Johnston parte dai Beatles – con il sogno fanciullesco di diventare come loro – e iniziare a fare il cantante. Si auto produce – con un mangianastri economico e scadente – e narra la propria storia, quella di un uomo qualunque – senza troppe pretese – con il cuore ferito e il bisogno di esprimersi. Daniel Johnston è stato – e rimarrà sempre – “il più grande outsider dell’ultima scuola di cantautori americani”. Un artista dell’anima, un pioniere della grande America che ispirò moltissimi cantanti – tra questi anche Kurt Cobain.

Biografia e carriera

Fin dal principio, la vita di Daniel Johnston ha tutti gli elementi per rappresentare una personalità poliedrica e interessante. Il cantautore nasce da una famiglia profondamente cristiana – che gli trasmette un forte attaccamento alla Bibbia e alla spiritualità. Ma le sue più grandi passioni sono i fumetti di Capitan America e i Beatles. I quattro bravi ragazzi inglesi gli aprono gli occhi sul mondo della musica e dell’Arte in generale. Johnston inizia a coltivare il sogno segreto – e ingenuo – di diventare uno di loro. Rimane profondamente deluso quando realizza di non saper cantare. E’ qui che sta la cifra stilistica di Johnston, il suo essere un artista autentico. 

Il sogno irraggiungibile dei Beatles non frena il suo anelito artistico. Daniel Johnston canta per necessità, iniziando a comporre canzoni per filmini amatoriali da lui stesso girati. Nel 1981 pubblica il suo primo album – dal titolo Songs of Pain. Il centro propulsore di quella prima opera è l’amore disilluso e non corrisposto per Laurie – una donna che sposa un imprenditore suo conoscente. Johnston parte dalla propria vita per narrare una storia che accomuna tutti, con parole semplici e profonde, ma senza scadere nella superficialità o nel patetico. Il talento di questo inaspettato cantautore è qualcosa di meraviglioso, che fa innamorare di lui moltissimi artisti nonostante si conquisti – allora e per tutta la sua vita – l’etichetta di outsider.

Daniel Johnston: outsider e pioniere

Forse è proprio questa personalità da cantautore d’esigenza, da pioniere e artista outsider che fa avvicinare a Johnston anche Kurt Cobain. Non appena inizia a guadagnare consensi e visibilità si conquista infatti l’interesse di moltissimi artisti. Johnston canta e racconta in modo semplice e diretto, mettendo a nudo i processi di composizione e creazione che danno origine alla sua musica. Uno di questi è sicuramente la sua malattia – una forma di schizofrenia sempre più grave – che non occulta, ma rivela l’intimità dell’artista e dell’uomo.

Nel 1983 Daniel Johnston pubblica il suo più grande successo commerciale – Hi, How Are You? – per l’etichetta discografica indie Homestead. Il disegno sulla copertina dell’album è diventato altrettanto famoso – un’icona della generazione di Johnston e di tutti i suoi ammiratori. Kurt Cobain indossa una maglietta – con quel disegno – proprio in occasione degli MTV Video Music Award nel 1992. “Daniel è uno dei migliori cantautori mai nati in questo mondo” diceva spesso il cantante dei Nirvana.

 

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.