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Dave Grohl racconta le iniziali difficoltà economiche dei Nirvana

Dave Grohl, ex batterista dei Nirvana e attuale leader dei Foo Fighters, ha recentemente rilasciato un’intervista in cui ha parlato delle iniziali difficoltà economiche dei Nirvana e del loro disperato bisogno di soldi e dei vari tentativi per procurarseli.

Dave Grohl e le difficoltà economiche dei Nirvana

Ad inizio intervista il musicista statunitense si è soffermato sulle difficoltà economiche della band: “All’epoca le etichette e le case discografiche non erano ancora interessate ai Nirvana. Personalmente non ero attratto dai soldi o dal successo, avrei voluto solo non dover vendere le mie attrezzature per procurarmi del cibo.

I Nirvana si ispiravano ai Sonic Youth

Dave Grohl si è poi soffermato sui Sonic Youth : “Ci ispiravamo molto ai Sonic Youth e se alla fine riuscimmo ad ottenere un contratto discografico fu solo grazie a loro.

Infatti se spulciamo nella biografia di Kurt Cobain, scritta da Charles R.Cross e intitolata Heavier Than Heaven, esce fuori un aspetto piuttosto interessante. L’autore sottolinea come Cobain considerasse Kim Gordon e Thurston Moore, principali membri dei Sonic Youth, come dei “re”. Il rispetto era reciproco, tanto da spingere i Sonic Youth, all’epoca molto più conosciuti di Kurt Cobain e soci, a scegliere i Nirvana come band d’apertura del loro tour estivo del 1991. L’occasione concessa rappresentò un vero e proprio trampolino di lancio per la band di Seattle. E non è tutto: i padrini del noise-rock convinsero i Nirvana a firmare con la loro stessa agenzia di management, la Gold Mountain.

Il fondatore dei Foo Fighters, concludendo l’intervista, ha confessato che reggere il peso del successo, a quell’età, non è stato affatto facile: “Volevamo solo poterci esibire per un massimo di 500-600 persone, avere un appartamento e andare in giro per locali a suonare: erano queste le nostre ambizioni iniziali. – ha affermato Grohl – Ma poi è accaduto qualcosa alla band: improvvisamente e molto velocemente la cosa iniziò a diventare più grande di noi.

Poi conclude: “Avevo appena 22 anni e quando ti trovi catapultato in quel mondo, a quell’età, è davvero difficile reggere la situazione e mantenere la calma.Cosa che purtroppo non è riuscita a Kurt Cobain”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)