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David Bowie, la storia del più grande fallimento nella carriera del Duca Bianco

David Bowie verrà ricordato sempre come una delle figure più importanti e brillanti, non solo della musica ma del panorama artistico in genere. Un artista eclettico, poliedrico che negli anni è riuscito a mantenere la sua voce pur cambiando volto e alter ego. Nonostante alla fine della sua vita, interrotta bruscamente da un tumore, il Duca Bianco fosse un musicista rispettato e idolatrato, l’inizio della sua carriera fu segnato anche dal suo più grande fallimento. Scopriamo tutti i dettagli in questo articolo.

DAVID BOWIE, CENNI BIOGRAFICI E INIZI DELLA CARRIERA

David Bowie, pseudonimo di David Robert Jones, è stato un cantautore, cantante e attore britannico, riconosciuto come uno dei personaggi più influenti del XX secolo. Artista poliedrico, eccentrico, pop-rock e icona mondiale, il Duca Bianco ha lasciato dietro di sé un patrimonio musicale e culturale inestimabile.

Cresciuto con le suggestioni del jazz e del rock ‘n’ roll e i consigli indispensabili del fratellastro Terry, David Bowie coltiverà fin da giovane la passione per la musica iniziando ad unirsi a varie band semi-amatoriali. Intorno alla fine degli anni ’60 si orienta però sempre di più verso una carriera solista arrivando a pubblicare, nel 1967, l’omonimo David Bowie. Nonostante alcune critiche positive, l’album si rivelerà un passo falso nella carriera del Duca Bianco e un chiaro fallimento commerciale.

DAVID BOWIE, IL PRIMO ALBUM DEL DUCA BIANCO E IL FALLIMENTO

Il 1 Giugno del 1967 David Bowie si affaccia sul panorama musicale internazionale con il disco di debutto omonimo, il primo da solista. Con sei singoli deludenti alle spalle, questo primo lavoro discografico mostra a livello embrionale i futuri temi e stili che il Duca Bianco svilupperà poi. Eppure, nonostante alcune critiche positive, David Bowie fallirà miseramente dal punto di vista commerciale, spingendo lo stesso cantante a rinnegarlo più volte.

Il primo disco di David Bowie si rivelerà infatti un debutto spiazzante, un fallimento, in grado di confondere critica e pubblico. Le canzoni della tracklist appaiono come un raccolta senza un apparente filo conduttore, senza un tema che le leghi. Tuttavia, come detto poco sopra, alcuni temi del David Bowie maturo compaiono già nel 1967. Troviamo il tema delle recitazione e del grande schermo – grandi passioni dell’alter ego di Ziggy Stardust – accanto a storie di emarginati, immersi nella vita notturna di Londra.

IL FALLIMENTO E IL SUCCESSIVO RIFIUTO DELL’ALBUM DI DEBUTTO

Il biografo Buckley definì David Bowie come “un’opera giovanile tendente al servilismo affrontabile soltanto da chi possiede una soglia di imbarazzo sufficientemente alta”. Vi si riscontrò infatti una forte dipendenza del Duca Bianco dall’attore e cantante inglese Anthony Newley.

Lo stesso David Bowie criticò e successivamente rinnegò quella sua prima prova da artista internazionale. Nel 1969 definì l’album di debutto semplicemente “affrettato”. Ma nel 1990 ebbe a dire: “Non ho molto da dire a suo favore. Quanto ai testi, immagino che stessi cercando una mia dimensione da narratore di storie brevi. Musicalmente è piuttosto strano […] Non so se ero Max Miller o Elvis Presley.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.