Dire Straits, il loro successo si chiama “Brothers in Arms”

Brothers In Arms è stato, sembra ombra di dubbio, la vetta più alta e incredibile della lunghissima carriera dei Dire Straits. Nonostante già prima avessero raggiunto grandi picchi di vendite e la critica fu molto spesso entusiasta dei loro lavori, nulla fu come Brothers In Arms. Mark Knopfler riuscì, insieme alla sua band (e a qualche super ospite di eccezione) a creare il disco perfetto, con una sapiente unione tra singoli di sicuro successo e pezzi più nascosti ma ugualmente straordinari. Gli anni Ottanta furono interamente condizionati da questo disco assolutamente importante che univa il rock mainstream (distaccandosene al contempo) con la creatività di Mark Knopfler e compagni. Il successo commerciale fu enorme, soprattutto in un periodo in cui quel tipo di rock sembrava definitivamente sconfitto e mangiato dal punk. In pochi avrebbero immaginato delle vendite così con gli oltre 3 milioni di copie vendute in Gran Bretagna.

Origini

Brothers in Arms uscì il 15 novembre del 1985 ma la carriera dei Dire Straits era già avviata da svariati anni. La band aveva iniziato le proprie fortune discografiche nel 1977 e non furono certo anni facili. Il punk sembrava aver sconfitto il rock e le composizioni di Mark Knopfler e compagni sembravano fuori moda e fuori tempo, nonostante in molti fossero affascinati dalla poesia dei Dire Straits. Fu piuttosto difficile trovare supporter e aiuti per finanziare il blues rock innovativo e che prendeva moltissimi elementi sia dalla Gran Bretagna che dagli USA. Grande merito fu dei fratelli Knopfler e di tutta la band che riuscirono a farsi notare anche per la loro abilità tecnica fuori dal comune. Già Making Movies, con quella copertina così rossa, aveva avuto un ottimo successo ma si fecero definitivamente notare in tutto il mondo con Brothers in Arms. Raggiunsero il primo posto veramente ovunque e in tutte le principali classifiche del pianeta, tranne un paese solo, in cui giunsero terzi. Indovinate dove? In Italia, nonostante la fanbase della band italiana sia molto nutrita e sentita.

I brani

Molti critici del tempo ritennero che l’unica effettivamente poco meritevole o comunque debole dell’album fosse One Word, definita come “pesante“. Ovviamente, in un album così bello e completo, non ci sono pezzi poco riusciti, soprattutto per il fatto che è impossibile paragonarli tra loro. Alcuni brani sono tipicamente acustici, come The Man’s Too Strong, altri presentati elementi reggae come Ride Across The River fino ai vari cavalli di battaglia. In molti storcono un po’ il naso quando i pezzi rock si arricchiscono di strumenti inusuali per il genere e magari tipici della musica sinfonica. Un esempio? Il sax. Proprio il sax, suonato da Michael Brecker, fa la sua presenza in un pezzo splendido, forse la ballad più affascinante di Knopfler, ossia Your Latest Trick. Non fu però questa la canzone a spingere così in alto questo fantastico, furono due i pezzi davvero celebri che diedero la grande impennata di cui uno ha la firma di Sting.

Walk Of Life e Money For Nothing

Furono questi i due veri capolavori del disco Brothers in Arms dei Dire Straits e sono entrambe canzoni tipicamente rock’n roll, nonostante diversi elementi nuovi e particolari. Sono infatti Walk Of Life e Money For Nothing ad avere contribuito in maniera fondamentale a far vedere all’album oltre 30 milioni di copie. Walk Of Life si caratterizza di un mood per l’appunto rock’n’roll davvero trascinante con uno stile che ci catapulta direttamente agli anni Cinquanta. Non a caso è uno dei pezzi più suonati ancora oggi da Mark Knopfler e uno di quelli che più lo divertono. L’altro è Money For Nothing, composto da Mark Knopfler e da Sting dei Police. Questo brano ebbe una grandissima impennata nelle vendite grazie a tanti fattori: la batteria riconoscibile e la sapiente lentezza con cui esce il riff di chitarra di Knopfler, anch’essi riconoscibilissimo. Non da meno il videoclip colorato e che mette insieme attori fisici (la band stessa) e altri elementi grafici e visivi (seguendo la tecnica intrapresa dai Queen per il video di A Kind Of Magic).

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.