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Elvis Presley, quella volta che Bruce Springsteen tentò di irrompere a Graceland

Elvis Presley è sicuramente stata una delle figure più iconiche e influenti del mondo della musica. Un pioniere e un innovatore del rock ‘n’ roll, capace di influenzare profondamente artisti e band venute dopo di lui. Uno dei suoi proseliti è sicuramente Bruce Springsteen, protagonista di un particolare episodio che mette chiaramente in luce la sua profonda ammirazione nei confronti del King. Scopriamo ulteriori dettagli in questo articolo.

BRUCE SPRINGSTEEN, IL CONCERTO A MEMPHIS

Innanzitutto, per inquadrare propriamente la vicenda, dobbiamo darle il giusto contesto. Torniamo indietro nel tempo, in particolare al 30 Aprile del 1976 quando Bruce Springsteen si esibisce a Memphis, in occasione del suo Lawsuit Tour. Il cantautore statunitense, finito il proprio live show, sente la necessità impellente di incontrare Elvis Presley. Ma, nonostante gli sforzi e le insistente, le speranze di Springsteen sembrano essere vane.

“Non riesco ad immaginare nessuno che non desideri essere Elvis Presley” dirà in seguito The Boss, manifestando la sua profonda ammirazione per il cantante. Un’ammirazione che nasce in lui alla tenera età di sette anni, quando vede per la prima volta un’esibizione del King all’Ed Sullivan Show. In quell’occasione scopre successi come Don’t Be Cruel, Love Me Tender e Hound Dog. Fun Fact: sulla copertina dell’iconico album Born to Run, si può vedere Bruce Springsteen indossare una spilla con il volto, proprio, di Elvis.

ELVIS PRESLEY, IL TOUR DI BRUCE SPRINGSTEEN E LA E-STREET BAND

Nella primavera del 1976 Bruce Springsteen è dunque in tour con la sua E-Street Band. Si trova troppo vicino a Graceland per non tentare di portare i suoi omaggi a Elvis Presley. Così che – alle tre di notte – salta su un taxi assieme a Steve Van Zandt, verso la dimora del cantante.

Quando Bruce Springsteen arriva a Graceland, vede da lontano che ci sono delle luci ancora accese nella casa. Così, infervorato dal suoi desiderio di incontrare il proprio beniamino, si arrampica scavalca il muro di recinzione e arriva fino alla porta di ingresso. Un attimo prima di suonare il campanello, viene fermato da una guardia di sicurezza.

BRUCE SPRINGSTEEN, LA FINE DELLA SUA VICENDA A GRACELAND

Il 30 Aprile del 1976, alla fine di uno suo live show a Memphis – per una tappa del Lawsuit Tour Bruce Springsteen ha la fantastica idea di recarsi a Graceland per incontrare il suo beniamino, Elvis Presley. Ma invece di aspettare la mattina, salta su un taxi con un membro della E-Street Band alle tre di notte. Dopo essersi intrufolato di nascosto nella proprietà – scavalcando il muro – viene fermato da una guardia della sicurezza, proprio davanti alla porta d’ingresso.

Bruce Springsteen prova a spiegare all’uomo di essere lui stesso una rockstar, e di essere giunto da Memphis dopo un concerto. Ma il bodyguard non è molto impressionato dalle sue parole, tanto più che – gli riferisce – Elvis non è nemmeno in casa. Il King si trova infatti a Lake Tahoe. Doppia delusione dunque per Springsteen, che si allontana senza averlo nemmeno visto. Solo un anno dopo, Elvis Presley morirà prematuramente e il Boss non avrà mai più la possibilità di incontrarlo.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.