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Fabrizio De André, Le più belle canzoni in dialetto del cantautore

Fabrizio De André ha sempre sperimentato moltissime caratteristiche all’interno della sua discografia. Il cantautore genovese, intellettuale dall’immensa cultura non solo musicale, ha mostrato la sua capacità di rinnovarsi continuamente. Uno degli aspetti più interessanti della sua produzione è stato l’utilizzo del dialetto. La canzone italiana ha una grande tradizione dell’impiego di tali tipi di lingua, specie il dialetto napoletano, ma Fabrizio De André è stato originale anche in questo. Infatti, non usò solamente il napoletano nelle sue canzoni, ma anche ad esempio il ligure. Si tratta di una lingua poco impiegata musicalmente, che De André usa come grande tributo alla sua terra. Vediamo quali sono le canzoni migliori del cantautore in dialetto.

Don Raffaè

Questa canzone è una delle più famose del cantautore genovese. È cantata in dialetto napoletano e si ispira a ‘O cafè di Domenico Modugno soprattutto nel ritornello. Vuole essere una denuncia per la situazione delle carceri in Italia mostrando come un mafioso sia riverito e servito in quanto tale invece di essere disprezzato. Una tematica molto seria che però si contrappone al ritmo allegro del brano, che lo rende per questo uno dei più apprezzati della discografia di De André.

Crêuza de mä

Fabrizio De André pubblicò Crêuza de mä nel 1984. Fu un album realizzato insieme con Mauro Pagani. Tutti i brani del disco sono scritti in dialetto ligure, scelta che come detto risulta estremamente originale. Usare il genovese per parlare di Genova è assolutamente coerente. Per quanto riguarda la title-track, Crêuza de mä significa viottolo di mare che collega la terra con il mare e la canzone racconta proprio lo stile di vita dei marinai.

Dolcenera

Non si tratta di un brano interamente in dialetto. Infatti, Dolcenera è per la maggior parte in italiano, ma ha i cori in dialetto genovese. Questi cori sono diventati iconici così come il brano. Il suo significato riguarda proprio tutto il concetto dietro a Anime salve, ovvero la solitudine e l’assenza, con riferimento all’alluvione di Genova del 7 ottobre 1970. 

Jamin-a

Considerata una delle canzoni più erotiche di Fabrizio De André, sempre in dialetto ligure, fa parte di Crêuza de mä. Riguarda ancora quindi il progetto di descrivere la realtà ligure. Jamin-a è una lupa di pelle scura, una donna desiderata dai marinai. Il mare e la sensualità sono lo sfondo di questa canzone particolare.

Zirichiltaggia (Baddu tundu)

Questo brano è in un dialetto diverso dagli altri di cui abbiamo parlato: Fabrizio De André canta qui in gallurese. Fu la prima che scrisse e cantò in dialetto e fu ispirata al suo soggiorno in Gallura. Racconta semplicemente una lite tra fratelli, la particolarità sta sicuramente nel testo e nella scelta originale della lingua.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.