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Fabrizio De André, La storia di Hotel Supramonte e del suo rapimento

Fabrizio De André per le sue canzoni ha spesso attinto a opere letterarie, miti e leggende del folklore, personaggi storici, ecc. Tuttavia, esistono anche diversi brani del cantautore genovese che possiedono invece una matrice autobiografica. L’esempio più emblematico è Amico fragile. Noto a tutti che sia una canzone composta da De André mentre era ubriaco, nel pieno della spontaneità dell’ispirazione artistica, in cui il cantautore parla di sé descrivendosi sotto molteplici aspetti. Poi ancora Il cantico dei drogati, che invece è stata ispirata dalla sua dipendenza dall’alcool. Una delle canzoni più commoventi del repertorio di Fabrizio De André è però Hotel Supramonte, composta da Faber pensando al suo rapimento.

Il rapimento di Fabrizio De André e Dori Ghezzi

Nel 1976 Fabrizio De André, che già era stato in Sardegna, si trasferì nella regione Gallura, precisamente nelle campagne di Tempio Pausania, assieme alla sua compagna Dori Ghezzi. Lì, acquistate delle terre, trascorse con lei momenti di grandi spensieratezza. Nel 1979 tutto questo fu interrotto da un terribile evento. Dei banditi, nascosti per diverso tempo nei pressi della campagna, li rapirono. L’esperienza fu naturalmente traumatica. Dovettero camminare a lungo per giungere nel luogo del loro sequestro, tra i loro rapitori si rivelò esserci uno dei loro custodi ed il rapimento durò molto tempo. Allora finalmente i rapitori indirizzarono al papà di Fabrizio De André una lettera in cui chiedevano il riscatto, di 2 miliardi di lire. Dopo vari incontri con intermediari e diverse vicissitudini, finalmente si arrivò ad un accordo, per una cifra di 550 milioni di lire. Finalmente i due furono liberati, ma il sequestro durò ben 117 giorni.

Hotel Supramonte

Questa traumatica esperienza ha ispirato la canzone Hotel Supramonte, contenuta nell’album di De André L’indiano. Già dal titolo si evince il riferimento, essendo il Supramonte una catena montuosa della zona centro-orientale della Sardegna. In realtà De André non venne nascosto là durante il sequestro, ma ha scelto il Supramonte perché è notoriamente nascondiglio di latitanti e briganti. La canzone è anche un riadattamento di un brano di Massimo Bubola, Hotel Miramonte, ha avuto grande successo e ne sono state state fatte diverse cover, come quella di Mia Martini o quella di Roberto Vecchioni. La canzone ha avuto così tanto successo non tanto per l’associazione con la drammatica vicenda personale di De André, ma in quanto già il testo così intenso suggerisce un forte messaggio di speranza. Si spoglia quindi dalla sua ispirazione originaria per divenire qualcosa di più e, come sempre accade con le canzoni di Fabrizio De André, qualcosa che ci parla e ci tocca nel profondo.

Passerà anche questa stazione senza far male
Passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
Ma dove, dov’è il tuo cuore
Ma dove è finito il tuo cuore
E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
Ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme
Ma se ti svegli e hai ancora paura, ridammi la mano
Cosa importa se sono caduto, se sono lontano
Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
Perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
Ma dove, dov’è il tuo amore
Ma dove è finito il tuo amore. 
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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.