Fabrizio De André, la canzone che nasconde il segreto di un omicidio

Nel 1962 Fabrizio de André scrive e compone una delle sue ballate più dolorose e struggenti: La Canzone di Marinella. Con l’arrangiamento musicale di Gian Piero Reverberi, il brano viene pubblicato per la prima volta nel 1964 come singolo con il titolo Valzer per un amore/La canzone di Marinella. Ad oggi è uno dei brani più conosciuti e amati del cantautore italiano. Ma la nota veramente interessante della Canzone di Marinella è il fatto di cronaca che vi si nasconde dietro. Un omicidio lasciato nel dimenticatoio per oltre mezzo secolo.

L’ISPIRAZIONE DEL BRANO DI FABER

“La Canzone di Marinella non è nata per caso, semplicemente perché volevo raccontare una favola d’amore. E’ tutto il contrario” disse Fabrizio De André in un’intervista con Luciano Lanza, del 1993. In effetti il brano di Faber prende ispirazione da un fatto di cronaca che il cantautore aveva letto su un giornale quando aveva solo 15 anni. Era la storia di una giovane costretta a prostituirsi e poi, un giorno, gettata nel fiume Tanaro o nella Bormida da un criminale.

“La storia di quella ragazza mi aveva talmente emozionato che ho cercato di reinventarle una vita e di addolcirle la morte” confidò Faber a Vincenzo Mollica nel 1997.

IL VERO CASO IRRISOLTO DI MARIA BOCCUZZI

La Canzone di Marinella fa diretto riferimento ad un trafiletto di cronaca nera che Fabrizio De André aveva letto a quindici anni, ma che non ricordava nel dettaglio. Per questo motivo Roberto Argenta – qualche anno fa – ha deciso di investigare e rintracciare la notizia alla quale fa riferimento il testo di Faber. Le ricerche hanno portato nel 2012 alla pubblicazione del libro “Storia di Marinella…quella vera”. 

La ragazza protagonista della canzone di De André è probabilmente Maria Boccuzzi – una ballerina/prostituta – ritrovata morta sulle sponde del fiume Olona, con il corpo crivellato di colpi di arma da fuoco. Il fatto di sangue tenne banco nell’ambiente della cronaca nera per diverse settimane.

LA VERA STORIA DI MARIA BOCCUZZI: DALLA CALABRIA A MILANO

Maria Boccuzzi era nata in un piccolo paese della Calabria nel 1920. La famiglia – di umili origini – decise di emigrare a Milano quando lei aveva solo nove anni. A quattordici già lavorava in una fabbrica di tabacco, luogo galeotto dove conobbe Mario, uno studente spiantato. I genitori non approvavano la relazione, così i due innamorati decisero di fuggire assieme. Senza lavoro e senza denaro la relazione fini ben presto e Maria si trovò in mezzo alla strada.

Iniziò ad esibirsi in un locale come ballerina ma – dopo una serie di incontri sfortunati – fu avviata alla prostituzione. Da quel momento la vita di Maria Boccuzzi sarà caratterizzata da violenza, minacce e umiliazioni. Dopo aver viaggiato in varie città tornò a Milano e si insediò lungo le rive dell’Olona. La notte del 28 Gennaio 1953, Maria venne uccisa a colpi di pistola e gettate nelle acque gelide. Il responsabile dell’omicidio non fu mai trovato.

FABRIZIO DE ANDRE’ PARLA DELLA CANZONE DI MARINELLA

“Sono legato a questa canzone perché, indipendentemente dal suo valore, trovo che ci sia un perfetto equilibrio tra testo e musica – disse Faber nella stessa intervista con Vincenzo Mollica del 1997 – diciamo che sembra una canzone napoletana scritta da un genovese”. 

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.