Tra leggende e stranezze: un viaggio nel festival di Woodstock

La Fiera della Musica e delle Arti di Woodstock, meglio conosciuta e resa celebre con il nome di Festival di Woodstock, oggi oggetto della nostra analisi.
di Bruno Santini


Il Festival di Woodstock rappresenta, per certi versi, uno degli eventi più importanti che siano mai stati realizzati, non solo in ambito musicale. Questo perchè c’è stata buona musica; perchè in tre giorni (quattro, in realtà), si è potuto assistere al meglio del meglio in ambito sociale e musicale; perchè, soprattutto, è stato uno dei momenti più alti della cultura hippie, che si è potuta affermare secondo quel canone di “pace e amore”, attraverso una manifestazione che, nonostante il numero altissimo di persone, è stata sostanzialmente pacifica.

Le storiche esibizioni e i rifiuti del Festival di Woodstock

L’esibizione più importante del Festival fu sicuramente quella di Jimi Hendrix. Il chitarrista statunitense, in realtà, si trovò di fronte a molto meno pubblico rispetto alle aspettative. Questo perchè voleva essere l’ultimo a esibirsi, e dovette quindi aspettare le 9 del lunedì, quando gran parte del pubblico dovette tornare alla routine. “Soltanto” in 200mila assistirono a un’esibizione che durò più di due ore, una vera rarità per la lunghezza. Altre storiche furono quelle degli Who (che iniziarono alle quattro del mattino per via di problemi relativi alla paga), Janis Joplin & The Kozmic Blues Band, Jefferson Airplane, Santana.

Da annoverare, però, ci sono anche i celebri rifiuti, senza i quali il livello del Festival sarebbe stato di gran lunga maggiore. A partire dai Led Zeppelin, nonostante fossero entusiasti, perchè sarebbero stati “tra i tanti”. E che dire di John Lennon, che rifiutò perchè gli organizzatori decisero di non invitare la band di Yoko Ono, dal momento che era poco conosciuta. E ancora i Jethro Tull, che rifiutarono perchè Ian Anderson era del tutto contrario alla cultura hippie. Ma soprattutto Bob Dylan, che aveva inizialmente accettato ma che fu costretto a rifiutare per via della malattia del figlio e della confusione venutasi a creare per la m0lta affluenza. Ormai a Bethel si poteva arrivare soltanto via elicottero.

Aneddoti e stranezze del Festival di Woodstock

Innanzitutto, l’abbiamo detto precedentemente, l’affluenza fu così tanto numerosa che Bethel fu isolata dal traffico. Non era più possibile raggiungere in macchina il luogo dove si stava svolgendo il Festival, l’unico percorso disponibile era quello in elicottero. Per questo motivo, molte band fecero tardi il primo giorno e la scaletta dovette subire numerosi cambiamenti. Tra improvvisazioni e artisti che si esibirono più volte come rimpiazzo, il problema fu comunque relativo.

L’evento fu pacifico, non si verificarono risse e scontri, nonostante la grande mole di popolazione. A tal proposito Max Yasgur, che aveva offerto il suo terreno, affermò: “Se ci ispirassimo a loro potremmo superare quelle avversità che sono i problemi attuali dell’America, nella speranza di un futuro più luminoso e pacifico…” Era bastato un ideale a creare comunità, quello di pace, uguaglianza, libertà. Nonostante ciò, tutti volevano che l’evento fosse fatto passare come una catastrofe generale, piena di morti e scontri. I giornali soprattutto, che premevano affinchè fosse fatto passare questo messaggio distorto.

Tuttavia, ci furono due morti: una, probabilmente, per overdose di eroina, e l’altra fu accidentale. Un uomo si era addormentato in un sacco a pelo in un campo limitrofo e fu schiacciato da un trattore. Ci furono altrettante nascite e, purtroppo, quattro aborti spontanei.

L’aneddoto più curioso della quattro giornate si è verificato durante l’esibizione dei Who. Alla fine del brano Pinball Wizard, Abbie Hoffman salì sul palco interrompendo l’esibizione e urlando al microfono. Pete Townshend, allora, che non si era accorto dell’arrivo dell’attivista sul palco, lo colpì con la chitarra facendolo cadere dal palco, urlando alla folla che se qualcuno ci avesse riprovato sarebbe stato ucciso. Si trattò di uno dei pochi casi di perdita di controllo, in un momento essenzialmente pacifico per tutti.

Festival di Woodstock: cospirazione da parte della CIA?

Quella del  Festival di Woostock come evento organizzato dalla CIA è una leggenda che, dopo aver preso piede nel secolo scorso, rappresenta ormai uno dei clichè del rock e della musica in generale (un po’ come il Club dei 27, o la leggenda secondo Paul McCartney sia, in realtà, morto). Secondo questa leggenda, il più grande e maestoso evento musicale che sia mai stato realizzato, farebbe in realtà parte di un disegno omicida da parte della CIA, che avrebbe deciso di concentrare, in un sol momento e in un sol luogo, tutti gli esponenti e membri di quella cosiddetta “generazione hippie”.

Secondo la leggenda, sarebbe bastato il massiccio uso di droghe, allucinogeni e risse per portare al’uccisione, per un motivo o per un altro, di un’intera generazione. A leggerla secondo questi termini, sembrerebbe un disegno folle. Tuttavia, la leggenda (come tutte le altre, del resto) è priva di fonti reali, ma semplicemente piena di elementi suggestivi che alimentano le voci secondo cui la musica doveva essere il mezzo per una strage. Testimoniate, infatti, e neanche del tutto confermate, sono solo due morti, di cui una accidentale. Se questo non smentisce la leggenda, poco ci manca.

Secondo il nostro avviso, quando si parla di Woostock basterebbe assumere una posizione di umiltà e riverenza, nei confronti di uno degli eventi più belli e importanti di sempre, fatto per la musica con la musica.

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.