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Francesco De Gregori, La storia di La leva calcistica della classe ’68

Francesco De Gregori è uno dei cantautori più importanti della storia della musica italiana. Intellettuale dalla grandissima cultura, ha saputo combinare nei suoi brani influenze di altri artisti, ma anche creare uno stile tutto suo molto personale. La principale influenza ed ispirazione è, è noto a tutti, Bob Dylan. Si tratta del più grande maestro per De Gregori, che fin dalla giovane età eseguiva le sue canzoni. Sono tantissimi i brani che hanno reso immortale De Gregori. Molti considerano i suoi testi un po’ criptici ed effettivamente la loro forte simbologia li rende di difficile comprensione. Oggi parleremo del significato di La leva calcistica della classe ’68.

Titanic

Francesco De Gregori pubblicò nel 1982 Titanic. Un progetto ambizioso, a cui lavorò per molto tempo. Lo scopo principale fu quello di recuperare la tradizione popolare italiana ed unirla al folk, che come sempre sarà un’influenza fondamentale nella sua musica. Il titolo rimanda poi allo storico disastro della nave che tutti noi conosciamo. Tuttavia, non va concepito letteralmente ma come una metafora della società, che affonda in un certo senso come lo storico Titanic. La canzone più famosa di questo album è Caterina, dedicata alla folksinger Caterina Bueno con cui De Gregori intraprese un tour. Dopo la morte della donna, durante i concerti il cantautore ha cambiato i versi da sopra i tetti di Firenze per poterti conquistare con per poterti ricordare. 

La leva calcistica della classe ’68

Un altro brano molto amato è sicuramente La leva calcistica della classe ’68. Ha un significato effettivamente molto semplice: parla del provino che un ragazzino di dodici anni fa per entrare in una squadra di calcio. Molti hanno interpretato questa idea del provino come una metafora delle difficoltà della vita, come in effetti si potrebbe pensare leggendo attentamente il testo.

Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore
Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore
Un giocatore lo vedi dal coraggio
Dall’altruismo e dalla fantasia.

Forse ciò che ha voluto dirci con questo brano Francesco De Gregori è che può capitare di sbagliare, ma non per questo bisogna avvilirsi. La disillusione è un tema che De Gregori ha deciso di trattare attraverso questa metafora calcistica sicuramente non a caso. Il cantautore è infatti un grande tifoso, nella fattispecie della Roma. Per quanto concerne la musica, è famosa per avere delle similitudini con altre canzoni, cosa che in effetti accade spesso con i brani di De Gregori. È simile, infatti, a The Greatest Discovery, brano di Elton John. Mentre nel finale cita una canzone tutta italiana: Vento nel vento di Lucio Battisti.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.