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Freddie Mercury: gli ultimi giorni ed il suo desiderio

Freddie Mercury è uno dei cantanti rock più amati di sempre. Dotato di un enorme talento sia vocale che compositivo, il suo grande merito è stato quello di renderne tutti noi partecipi, cosa che sicuramente ci ha giovato. Leggendarie sonno canzoni da lui scritte come “Bohemian Rhapsody”, “Somebody To Love”, “We Are The Champions” e lista potrebbe proseguire a lungo. Freddie morì il 24 novembre 1991. Si era rifiutato di continuare a prendere i suoi farmaci contro l’AIDS, sebbene continuasse a prendere alcuni antidolorifici. Solo quattro giorni prima di morire, il frontman dei Queen fece un’ultima richiesta speciale al suo stretto gruppo di amici che erano sempre rimasti al suo fianco.

Freddie Mercury e le persone a lui più vicine

Peter Freestone, l’assistente personale di Freddie era una di queste persone. Visse nella casa della star insieme al partner di quest’ultimo, Jim Hutton ed a Joe Fanelli. L’ex fidanzata di Freddie, Mary Austin, alla quale lasciò la casa in eredità, e un gruppo selezionato di amici fidati, furono le uniche altre persone autorizzate a vedere il cantante senza esplicito permesso durante quelle ultime settimane di vita.

“Freddie rimase lo stesso fino alla fine”

Peter ha descritto un momento toccante e bellissimo in il leggendario cantante chiese di essere portato al piano inferiore. Peter ha raccontato: “Freddie era al piano di sotto al Garden Lodge il 20 novembre, perché voleva vedere alcune delle sue opere d’arte per l’ultima volta. Terry lo portò giù per le scale, fece il giro del salotto e della stanza giapponese, con uno di noi che lo sorreggeva. Ci raccontò di come e quando avesse acquistato alcuni pezzi. Certo, c’era un’atmosfera tranquilla in casa durante quegli ultimi giorni, ma Freddie è rimasto il Freddie che conoscevamo fino alla fine.”.

Freddie Mercury e le opere d’arte

Freddie aveva spesso parlato esprimendosi nella sua tipica maniera della sua preziosa collezione d’arte e mobili. Una volta disse: “Mi sto riempendo di vasi Lalique e Galle. Ormai mi arrivano fin sopra alle orecchie. Voglio dire, molte persone mi dicevano che la mia casa è come un museo, ma ora comincio ad essere d’accordo con loro. Sta diventando molto strano direi.”. Scherzò anche su come condividesse lo stesso problema con l’amico Elton John: “Adoro quelle storie su Elton che raccontavano che guardando sotto il suo letto e si sarebbero trovate Rembrandt e altri maestri simili. Era vero! Per quanto mi riguarda è la situazione con le stampe giapponesi che sta diventando ridicola.”.

 

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com