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Chi era davvero Freddie Mercury?

Freddie Mercury è riuscito a raggiungere enormi e incredibili traguardi. Ma nonostante i centinaia di brani capolavoro, i dischi monumentali e la carriera eccezionale con i Queen, ha lasciato nel suo pubblico moltissimi dubbi. Mercury era veramente l’animale da palcoscenico e il brillante performer che mostrava durante i concerti? Oppure l’animo introverso e riservato, che vive nei ricordi dei suoi amici? Nick Levine – autore di un box-set su Freddie Mercury – ha tentato di rispondere a queste e molte altre domande.

FREDDIE MERCURY, IL BOX-SET SUL CANTANTE DEI QUEEN

Never Boring è un box-set che raccoglie buona parte del materiale pubblicato da Freddie Mercury senza i Queen. Parliamo di Love Kills – la sua prima hit da solista uscita nel 1984 – ma anche il disco del 1985 intitolato Mr. Bad Guys. E infine, il lavoro discografico Barcelona – del 1988 – prodotto e rilasciato assieme alla cantante d’opera Montserrat Caballe. Secondo Nick Levine, curatore di questo speciale box, Never Boring è un’occasione più unica che rara per scoprire la vera identità di Freddie Mercury.

Esigenza questa, che è diventata ancor più forte dopo l’uscita del biopic musicale Bohemian Rhapsody, nel 2018. Secondo molti infatti, la pellicola – che percorre la storia e la carriera del Queen dal 1970 al 1985 – ha relegato nell’ombra e sorvolato sulla sessualità di Freddie Mercury e sui suoi rapporti con gli uomini.

QUEEN, FREDDIE MERCURY E LA SUA SESSUALITA’

Freddie Mercury ha trascorso gli ultimi anni della sua vita accanto al compagno Jim Hutton, vivendo con lui sotto lo stesso tetto di Garden Lodge. Sebbene la coppia non abbia mai pubblicamente ammesso la propria relazione, di fatto viveva quello che era un matrimonio a tutti gli effetti. Tanto che i due indossavano anche delle fedi – in un periodo in cui le unioni tra persone dello stesso sesso non era ancora state legalizzate.

La sessualità del cantante dei Queen non è l’unico aspetto oscuro e intrigante per il pubblico. Freddie Mercury infatti nasce Farrokh Bulsara nel 1946, sull’isola di Zanzibar. Adotterà il nome con il quale passerà alla storia solo dopo essersi trasferito in Inghilterra e aver iniziato a rincorrere una carriera musicale con i Queen. “Credo che cambiare il suo nome fosse un modo per assumere una nuova identità – ha detto Brian May nel 2000 – credo che lo abbia aiutato a diventare la persona che voleva essere. Bulsara era ancora lì, ma per il pubblico sarebbe stato questo personaggio, questo Dio”. 

FARROKH BULSARA E LA NUOVA IDENTITA’ COME FREDDIE MERCURY

Farrokh Bulsara diventa dunque Freddie Mercury. Una decisione motivata non solo dalla necessità di creare un personaggio per il pubblico, ma anche per imporsi in un ambito di lavoro dominato dai bianchi. “Non c’era posto per le persone di colore nel mercato musicale occidentale, e Freddie lo sapeva – ha detto Leo Kalyan, cantante indiano – Era abbastanza intelligente da sapere che doveva mascherarsi da uomo bianco per avere successo”.

Un’identità e una sessualità difficili da inquadrare e definire, per quanto il pubblico o la stampa credano il contrario. “Credo che se Freddie vivesse ora come viveva allora, lo chiameremmo queer, piuttosto che gay o bisessuale – ha riflettuto l’editore del sito LGBT PinkNews, Ryan Butchernon si trattava solo di sessualità con lui. Si trattava della sua intera identità e questa persona che portava sul palco, che è una delle principali ragioni per le quali i Queen sono conosciuti”. 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.