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George Harrison: “Non riuscivo mai a dire ai Beatles che…”

Non è un caso che i Beatles siano passati alla storia come i Fab Four. La band è stata una delle più significative e iconiche nella storia della musica, riuscendo a innovare e ridefinire i canoni del rock. Nonostante fossero appunto in quattro, sono stati soprattutto Paul McCartney e John Lennon a passare alla storia come i Beatles più famosi. George Harrison ad esempio, che ha contribuito ad alcuni dei brani più belli della band, è spesso stato messo in ombra dal duo compositivo.

GEORGE HARRISON, IL CONTRIBUTO AD ABBEY ROAD E LE CANZONI PIU’ FAMOSE

Il ruolo di George Harrison all’interno dei Beatles è stato più arduo e difficoltoso rispetto a quello di Paul McCartney e John Lennon. L’iconico duo compositivo ha fatto decisamente la storia della band, diventando uno dei più iconici e influenti di sempre. Harrison invece, che pur negli anni sviluppò una dote compositiva eccezionale, dovette fare a gomitate tra i due per emergere.

La portata e la brillantezza del suo genio musicale diventano soprattutto evidenti nell’album Abbey Road. Si tratta dell’undicesimo lavoro discografico del quartetto di Liverpool, pubblicato dai Fab Four per la EMI e la Apple Records il 26 Settembre del 1969. George Harrison vi contribuisce infatti con i leggendari brani Something e Here Comes the Sun.

BEATLES, LE DIFFICOLTA’ DI GEORGE HARRISON NELLA BAND

Accanto ai propri conflitti interiori – tra un mondo esterno materialista e lussuoso e un’interiorità molto spirituale – George Harrison aveva incontrato non pochi problemi nel lavoro compositivo per i Beatles. Come detto poco sopra, nonostante un indiscusso talento, soltanto 22 delle sue canzoni trovarono spazio nella vastissima discografia dei Fab Four. Altrimenti arricchita dai lavori di Paul McCartney e John Lennon.

“La cosa più difficile per me è seguire le canzoni di Paul e John – disse una volta il chitarrista, in un’intervista riportata anche da Far Out Magazinele prime canzoni non erano buone come quelle di ora, e loro sono diventati sempre meglio ovviamente, ed è quello che devo fare anche io. Ho circa 40 brani che non ho ancora registrato e alcuni mi sembrano piuttosto buoni. Ne ho scritto uno chiamato The Art of Dying tre anni fa […]”.

GEORGE HARRISON, LA COSA PIU’ DIFFICILE DA FARE CON I BEATLES

George Harrison dunque trovava difficile restare al passo con il continuo sviluppo e progresso di Paul McCartney e John Lennon. Ma oltre questo, c’era un’altra cosa che lo frenava spesso e volentieri dal collaborare attivamente alla produzione della band.

“Mi fermavo spesso dal dire a John, Paul e Ringo che avessi una canzone perché mi sembrava a volte di voler competere – svelò infatti il chitarrista – Non volevo che i Beatles registrassero della spazzatura per me solo perché l’avevo scritta io e dall’altra parte, non volevo registrare spazzatura solo perché l’avevano scritta loro. Il gruppo veniva prima”. Una mentalità evidentemente umile quella di George Harrison, che lo portò spesso a sottostimare e sminuire il suo contributo ai Beatles.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.