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I 12 album preferiti di Iggy Pop di tutti i tempi

James Newell Osterberg Jr. – vero nome di Iggy Pop – è un cantante e attore statunitense, saltato alle luci della ribalta per la sua militanza giovanile negli Stooges. All’epoca la band fu una delle prime a gettare le basi della cultura e della musica punk, trasformando Iggy Pop in una vera e propria icona del genere. Nel corso degli anni poi, il cantante si è confrontato anche con l’elettronica, l’hard rock, il blues e il pop. Il carattere poliedrico e sfaccettato di Iggy Pop si riflette ovviamente sui suoi gusti musicali. L’ispirazione e l’abilità camaleontica di mettersi alla prova in una varietà di generi diversi, dimostrano un interessamento a 360 gradi. Proprio per questo oggi vogliamo parlarvi dei 12 album preferiti di Iggy Pop di tutti i tempi.

La lista di Iggy Pop

Iggy Pop è sicuramente una delle figure e delle personalità più eclettiche e iconiche del panorama musicale – prima punk rock e poi generale. Il suo carisma sul palco si riflette in una personalità poliedrica, capace di spaziare tra una varietà di generi molti diversi. Anche i suoi gusti musicali vanno da Bob Dylan a John Coltrane da David Bowie a i Rolling Stones. La lista dei 12 album preferiti di Iggy Pop rivela un bellissimo e variegato mix, degno di essere ascoltato per prendere magari ispirazione.

Bringing It All Back Home, Bob Dylan, 1965

Quinto album in studio di Bob Dylan, pubblicato in Europa anche con il titolo di Subterranean Homesick Blues. Durante la compilazione della lista dei suoi 12 album preferiti, Iggy Pop confessò di aver passato un’intera estate a studiare Bringing It All Back Home e un disco dei Rolling Stones. “L’ispirante mancanza di doti vocali mi diede speranza” disse Pop.

12×5, Rolling Stones, 1964

12×5 è il secondo album in studio di Mick Jagger, Keith Richards e compagni. Il disco esce solo negli States, promosso dal secondo tour degli Stones. “C’è una loro immagine – con un aspetto veramente malatosulla copertina. Ho scoperto anni dopo che era stata scattata da David Bailey”.

Station to Station, David Bowie, 1976

David Bowie è un’altra delle ispirazioni di Iggy Pop. L’album in questione è il decimo del cantautore, uscito nel 1976 per l’etichetta discografica RCA. “E’ veramente emozionante – ha ammesso Pop – è corto. Tutti i miei album preferiti sono maledettamente brevi”.

In The Wee Small Hours, Frank Sinatra, 1955

Frank Sinatra pubblica In The Wee Small Hours nel 1955 per la Capital Records. Il focus centrale del lavoro del cantante è un amore drammatico e perduto, che caratterizza l’intera atmosfera del disco: malinconica e buia. “C’è un culto intorno a lui, i fan hanno dato un nome a questo periodo – ha ricordato Iggy Popil suo periodo del pathos o qualcosa del genere – quando cantava brani sulla perdita in un modo molto intimo”.

The Indian Runner, Various Artists, 1991

“E’ la colonna sonora di un film diretto da Sean Penn”. The Indian Runner dimostra l’animo eclettico di Iggy Pop, sia come cantante che come attore. “La prima metà è una ballata folk-blues di Jack Nitzsche. La seconda metà contiene le canzoni hippie preferite di Sean come quelle dei Traffic, Creedence e Jefferson Airplane”.

Gunfighter Ballds and Trail Songs, Marty Robbins 1959

Questo album di Marty Robbins, uscito negli anni ’60, raggiunge il 6 posto nella classifica degli album pop statunitensi. “Il pezzo più famoso è El Paso” ha detto Iggy Pop, stilando la sua personale classifica dei 12 album preferiti.

Star Time, James Brown, 1991

“Lo ascolto molto. Ermetica è una parola veramente restrittiva per parlare della sua band”. Star Time è in effetti un boxset composto da 4 CD del cantante americano James Brown. Il disco si aggiudicò il Grammy Awards nella categoria Best Album Notes.

Are You Experienced?, The Jimi Hendrix Experience, 1967

Jimi Hendrix non ha bisogno di presentazioni ed è l’ennesimo – dei grandissimi nomi – che figurano nella lista dei 12 album preferiti di Iggy Pop. “Quando è uscito, nient’altro era mai stato a quel livello. Davvero magnifico” ha detto il cantante.

Rubber Soul, Beatles, 1965

Rubber Soul è il sesto album in studio di Paul McCartney, John Lennon e compagni. Il disco che dimostra il raggiungimento e il consolidamento della maturazione artistica dei Fab Four. E il primo a non riportare il nome della band in copertina. “E’ stato dopo che avevano scritto le loro canzoni più belle e c’è molta più tristezza dentro”.

The Heavyweight Champion, John Coltrane, 1995

“Probabilmente lo ascolto [John Coltrane] più di qualsiasi altro artista solista” ha confessato Iggy Pop a proposito del compositore e sassofonista statunitense. Coltrane è considerato – a diritto – uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi e uno dei pionieri del genere jazz negli anni ’60. Dopo di lui nacque e dilagò il free jazz.

The Complete Hot Five And Hot Seven Recordings, Vol. 1, Louis Armstrong, 2003

Rimanendo in tema jazz, un altro degli artisti che figurano nella lista dei 12 album preferiti da Iggy Pop è Louis Armstrong – trombettista e cantante statunitense. Anche Armstrong è stato uno tra i musicisti più influenti e canonici del XX secolo, arricchendo e facendo espandere la musica jazz nel mondo grazie alle sue innovazioni artistiche.

Too Bad Jim, R.L Burnside, 1997

Ultimo – ma non per importanza – Too Bad Jim di Burnside, chitarrista e cantante blues balzato agli onori della cronaca solo negli anni ’90. “Come un colpo secco con un bastone corto e appuntito”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.