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I grandi classici del rock (più odiati di sempre)

Sono tantissimi i brani rock che hanno segnato inevitabilmente la storia della musica. Gli album pubblicati durante il massimo splendore del rock, cioè dagli anni sessanta in poi, hanno infatti rivoluzionato completamente il concetto di musica, diventando vere e proprie pietre miliari. Ci sono, poi, una serie di canzoni che, per un motivo o per un altro, sono state prese di mira dai fan, dalla stampa, dai mass media e chi più ne ha più ne metta. Andiamo oggi a scoprire una speciale classifica dei classici rock più odiati di sempre.

Tomorrow And Tonight, Kiss

La prima canzone di cui vogliamo parlarvi si intitola Tomorrow and Tonight ed è firmata dai Kiss. Il brano, estratto da sesto album in studio della band statunitense, Love Gun, è stato pubblicato il 30 giugno del 1977. Le iniziali intenzioni di Paul Stanley e soci erano quelle di ricreare (o almeno provarci) il successo di “Rock and Roll All Nite”, sperando di ricavarne lo stesso profitto. Il risultato finale, però, non fu dei migliori: Tomorrow and Tonight risulta quasi una brutta copia del loro più grande successo e, questo, probabilmente lo ha capito anche la formazione di New York. Non è un caso, infatti, che i Kiss abbiano iniziato a suonare questa canzone dal vivo solo nel 2017, in occasione del Kiss Kruise VII.

You Gotta Move, Rolling Stones

L’album Sticky Fingers, pubblicato dai Rolling Stones nell’aprile del 1971, contiene alcune tracce leggendarie come Brown Sugar e Wild Horses. Ascoltando questo disco, però, vi accorgerete che c’è qualcosa che stona, una traccia che sembra completamente fuori posto: ‘You Gotta Move’. L’idea si reinterpretare un brano tipico della tradizione afroamericana, sembrava, inizialmente un bel progetto… qualcosa poi non dev’essere andato per il verso giusto.

My World, Guns N’Roses

In questa speciale classifica dei classici rock più odiati di sempre non poteva certo mancare My World dei Guns N’Roses. Il brano, estratto dal quarto album in studio “Use Your Illusion II” e composto interamente da Axl Rose, è stato inserito dal frontman come traccia finale del disco senza che gli altri ne sapessero nulla. Questo singolare brano si presenta infatti come una traccia rap e, secondo alcune voci, sarebbe stata registrata in una sessione di 3 ore mentre Axl era sotto effetto di funghi allucinogeni.

Mother, Police

Synchronicity, quinto ed ultimo lavoro in studio dei Police, è sicuramente l’album di maggior spessore della band londinese. Il disco di “Every Breath You Take” presenta però una traccia che si distacca completamente dal nucleo centrale: Mother. Sting, sia chiaro, non c’entra nulla con tutto ciò. Il brano è infatti scritto e cantato dal chitarrista Andy Summers, la cui voce urlante si propaga per 3 minuti quasi come fosse uno sfogo terapeutico contro sua madre.

Revolution 9, Beatles

Veniamo ora all’ultimo brano di questa speciale classifica: Revolution 9 dei Beatles. Esistono in realtà due versione di questa traccia: una intitolata Revolution e pubblicata come lato B del singolo Hey Jude, l’altra è invece una rivisitazione personale di John Lennon inserita nell’iconico White Album. Rispetto all’originale, decisamente più rock, la versione di Lennon è caratterizzata da un ritmo lento e un arrangiamento con chiare influenze jazz-blues. Il mondo della musica sarà sempre grato a John Lennon per i suoi esperimenti, ma Revolution 9 è probabilmente l’unica traccia del White Album che tutti saltano.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)