In through the Out Door, il primo giorno delle registrazioni per l’album Dei Led Zeppelin

41 anni fa, nel 1978, la Swan Song Records annuncia che i Led Zeppelin sono entrati in uno studio di registrazione per la prima volta dalla morte del figlio di Robert Plant nel luglio del 1977. Le sessioni si terranno per l’ultimo album della band In through the Out Door.

Le difficoltà nella creazione dell’album

L’album è uscito dopo 3 anni di pausa in studio da parte della band. Stando alle dichiarazioni ufficiali del gruppo, il titolo sarebbe il riassunto del brutto periodo che i Led Zeppelin stavano passando dal luglio del 1977. Infatti in quell’anno la seconda parte del tour negli Stati Uniti fu cancellata a causa della morte del figlio di Robert Plant.

Ci fu poi da considerare anche la dipenenza da eroina di Jimmy Page dalla quale il chitarrista stava cercando di uscire e la dipendenza da alcool di Bonham. In più un esilio fiscale li tenne lontani dalla patria inglese per circa due anni. Ritornare sulle scene in queste condizioni sarebbe stato pesante e difficile per questo la band disse che era come “Cercare di entrare dalla porta d’uscita” (trying to get in through the ‘out’ door).

La copertina di In Through The Out Door

La copertina di In Through The Out Door è stata elaborata e curata da Storm Thorgerson, famoso grafico del tempo che vanta nel suo curriculum nomi del calibro dei Pink Floyd. Per i Led Zeppelin Thorgerson aveva già realizzato le copertine di Houses of the Holy, Presence e The Song Remains The Same.

L’album venne messo in commercio con la copertina in sei versioni differenti, ciascuna delle quali inquadra la scena dal punto di vista di uno dei soggetti presenti. L’album inoltre era all’interno di una busta che ricopriva il tutto e che aveva come finalità quella di rendere impossibile distinguere quale delle sei diverse copertine si stesse per acquistare.

Il punto di vista del personaggio situato al centro della scena (un uomo in completo bianco, seduto al bancone del bar, che sta bruciando una lettera) è raffigurato invece in due immagini riportate sulla busta interna dell’album. Nella prima edizione queste due illustrazioni apparivano in bianco e nero ma si sarebbero colorate a contatto con l’acqua. L’ideatore della copertina non volle mai rivelare questo trucco che sareebbe dovuto essere scoperto per caso.

 

 

 

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Matteo Natalìa, 19 anni, mi divido principalmente tra la passione per la musica, in particolare suonare la batteria e scrivere. Esperto articolista di musica grunge e hippie. (matteo.natalia@libero.it)