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14 Aprile 1980: pubblicato il primo album in studio degli Iron Maiden

Iron Maiden è il primo album in studio dell’omonima band britannica, rilasciato il 14 Aprile 1980. La genesi e la pubblicazione del disco sono costellate di alti e bassi, soprattutto a causa delle ostilità delle etichette discografiche. Negli anni ’80 le case di produzione puntavano forte sul punk inglese. I membri del gruppo, dopo aver investito tutto il loro tempo e i loro risparmi, finalmente riuscirono a firmare con la EMI e a pubblicare Iron Maiden.

Iron Maiden, storia ed evoluzione dell’album di debutto

Gli Iron Maiden possono essere considerati gli iniziatori della New Wave di British Heavy Metal in Gran Bretagna. La loro coerenza artistica e musicale li spinse a rifiutare le suggestione del punk, che ancora imperversava sull’isola negli anni ’80, nonostante le pressioni delle etichette. Le case discografiche, approfittando del periodo di successo fatto esplodere dai Sex Pistols, scritturavano solo band punk e proposero agli Iron Maiden di cambiare genere. Alla fine la EMI, convinta di dare una possibilità ai Maiden, gli fece pubblicare il loro album di debutto omonimo Iron Maiden il 14 Aprile 1980.

Dopo qualche mese l’album venne pubblicato anche negli Stati Uniti e in Canada con l’aggiunta di Sanctuary, con la quale si arrivava a 9 tracce contro le 8 britanniche. L’esordio degli Iron Maiden mise in luce una band abile, che attingeva la propria energia dalla rabbia dell’emarginato, del disadattato. In questo senso, i primi Iron Maiden si confrontano a pieno viso con il punk collerico e outsider dei Sex Pistols. La stessa aggressività, lo stesso nichilismo cinico. La loro è la poetica dell’emarginato, del vagabondo, del giovane arrabbiato intriso del suo stesso malessere, girovago senza meta in una società che lo rifiuta.

La track list di Iron Maiden è piena di pezzi capolavoro, che già contengono la futura evoluzione musicale e stilistica della band britannica. La voce di Paul Di’Anno urla la vita di emarginati, abbandonati da tutto e tutti che corrono verso il nulla. La genialità di Steve Harris – inesauribile fonte di idee e suggestioni – crea pezzi veloci intrisi di riferimenti letterari, immagini oscure e visionarie. Iron Maiden, oltre ad essere l’album di debutto della band, diventa uno dei loro simboli iconici ed immortali: velocità e violenza intrecciate a lentezza poetica – come una fuga dalla realtà – un viaggio visionario in un modo fantastico e horror, oscuro.

Track list, curiosità e aneddoti sul primo album degli Iron Maiden

Iron Maiden è l’album di debutto della band heavy metal britannica omonima. Pubblicato il 14 Aprile 1980 conteneva 8 tracce – con l’aggiunta di Sanctuary in Canada e Stati Uniti. La prima traccia del disco è Prowler seguita da Remember Tomorrow, che Paul Di’Anno dedicò al padre scomparso. Running Free, terzo brano di Iron Maiden, si discosta dall’heavy metal delle altre canzoni collocandosi come uno dei pezzi rock più tradizionali della band. Phantom of the Opera si ispira ad film muto americano interpretato dal grande attore Lon Chaney e al romanzo Il fantasma dell’Opera.

Il brano successivo, Transylvania, doveva inizialmente avere delle parole. Ma, dopo che gli Iron Maiden lo provarono strumentale, apprezzarono molto quella versione e lo lasciarono senza testo. Strange World è una ballata epica/fantasy ambientata in un modo immaginario ideato da Harris. Charlotte the Harlot è la dedica di Dave Murray ad una prostituta. La versione britannica si conclude con la title track, Iron Maiden, mentre la versione americana con il singolo Sanctuary.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.