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Iron Maiden: quando il metal incontra la letteratura, la storia di “The rime of ancient mariner”

Gli Iron Maiden, tra i gruppi metal di maggior successo, oltre al grande talento musicale, sono famosi per aver sempre preso spunto da intrattenimento e letteratura per le proprie canzoni e, banalmente, anche per il loro nome: si chiamano così per il film L’uomo dalla maschera di ferro, tratto da un capolavoro di Alexandre Dumas.

L’album Powerslave unisce storia, cinema e letteratura

Il quinto album della band, Powerslaveè una delle prove del fatto che gli Iron Maiden si ispirino spesso alla letteratura: si distingue per presentare diversi riferimenti culturali e storici. Innanzitutto viene scelto come tema generico (che si può notare anche dalla copertina) la storia dell’Egitto (probabilmente in quanto il chitarrista Dave Murray aveva intrapreso un viaggio proprio per l’Egitto), ad esempio la canzone Powerslave che dà proprio nome all’album narra la storia di un Faraone. Altre canzoni, come Aces High, sono ispirate a film ed a fatti storici, mentre 2 Minutes to Midnight parla di una guerra nuclerare. Infine, The rime of ancient mariner si ispira all’omonimo poemetto, di cui si trovano riferimenti anche nella canzone Echoes dei Pink Floyd

La ballata del vecchio marinaio è una storia senza tempo

La ballata del vecchio marinario è un poemetto di Samuel Taylor Coleridge, considerato uno dei manifesti più importanti del Romanticismo inglese. Le tematiche della ballata sono estremamente inquietanti e macabre: racconta di un marinaio che uccide un albatros, commettendo di fatto un oltraggio contro la natura e contro Dio e per il quale paga andando attraverso le fiamme del Purgatorio. In questo poemetto abbiamo l’esempio della sempre presente contrapposizione tra realtà e magia e soprannaturale, tipica della poesia di Coleridge: è il potere dell’immaginazione alla fine a salvare il protagonista.

Se quest’opera si è prestata a essere trasposta musicalmente, è proprio in quanto da anni parla all’uomo delle sue fragilità, dei suoi limiti e delle sue debolezze e lo pone di fronte all’importanza della natura. Coleridge riteneva, come Wordsworth e gli altri poeti romantici, che Dio fosse nella natura, pertanto il marinaio attraverso il suo incontro con l’albatros e scoprendo la natura ha anche avvicinato se stesso a Dio, imparando ad amare tutte le sue creature.

Gli Iron Maiden corrispondono all’idea di artista di Coleridge

Pur non conoscendo la ballata originale, è possibile comprenderla perfettamente grazie alla versione degli Iron Maiden. Il testo non è una precisa parafrasi del poemetto, anche perché sarebbe stato impossibile vista la sua lunghezza, tuttavia riprende letteralmente alcune parti (naturalmente con un inglese più moderno) e manifesta precisamente il significato dell’opera, come si evince dal finale. A narrare sono del resto da una parte un poeta, dall’altra un cantante, che possiedono entrambi quel che Coleridge chiama strange power of speech. Lo scopo di ogni artista è ricercare la bellezza e narrarla agli altri e tanto questo splendido poemetto quanto la canzone della band riescono bene in questo. La morale che arriva all’ascoltatore è chiara e semplice: dobbiamo amare e rispettare ciò che Dio ha creato.
“The mariner’s bound to tell of his story
To tell this tale wherever he goes
To teach God’s word by his own example
That we must love all things that God made
And the wedding guest’s a sad and wiser man
And the tale goes on and on and on”.
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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.