L’incontro tra Jimi Hendrix e i Pink Floyd durante il Package Tour

Il 14 Luglio del 1967 dalla Royal Albert Hall di Londra parte un tour sensazionale, che andò avanti fino al 5 Dicembre con Glasgow come tappa finale. Un evento che vide sullo stesso palco, tra i molti artisti e gruppi come The Amen Corner e The Move, anche Jimi Hendrix e i Pink Floyd.

Package tour, data di inizio e artisti: Jimi Hendrix Experience e Pink Floyd

La prima serata del package tour si aprì a Londra, alla Royal Albert Hall. Tra gli artisti di spicco che si sarebbero dovuti esibire, c’erano i Jimi Hendrix Experience, veri headliner dell’evento. “Noel e Mitch tremavano come foglie e anche Jimi era come pietrificato – raccontò anni più tardi il manager Chas Chandler – dovettero far ricorso ad una bottiglia di Scotch per trovare il coraggio”.

L’entusiasmo e il successo della serata furono ovviamente travolgenti. Jimi Hendrix riuscì a fomentare e stupire tutte le persone accorse per assistere al concerto. Il protagonista indiscusso del Monterey Pop Festival, solo di quale mese prima, aveva terminato l’Ottobre precedente le registrazioni per Axis: Bold as Love.

Per quanto riguarda gli altri attesissimi ospiti del package tour, i Pink Floyd capeggiati ancora da Syd Barret avevano appena rilasciato The Piper at the Gates of Dawn, loro album di debutto. Davy O’List, chitarrista dei Nice, altro gruppo di quel tour del 1967, dichiarò poi: ” Li osservavo ogni sera. Un giorno in particolare Syd era uscito per una passeggiata […] Così dissero “Puoi suonare? Vogliamo fare una lunga versione di Interstellar Overdrive”…è stato fantastico!”.

Il rapporto con Jimi Hendrix e i Pink Floyd, package tour 1967

Nel 1967 dunque, Jimi Hendrix stava facendo scuola con la sua chitarra intramontabile, epocale. Tutti gli artisti cercavano di imparare dai maestri e di creare suoni nuovi e innovativi. I Pink Floyd, con Syd Barrett, dopo il loro album di debutto e si ritrovarono sullo stesso palco con Hendrix. Il package tour del 1967 fu sicuramente un evento storico dal punto di vista della musica e dell’arte. Ma di che natura furono in effetti i rapporti con il chitarrista di Seattle e la band di Barrett?

A raccontare qualcosa di più fu Andy Fairweather Low, cantante degli Amen Corner, in un’intervista a Mark Paytrees pubblicata su Mojo n.238. “Viaggiavamo tutti sul bus durante il tour tranne i Pink Floyd e la band di Jimi ed era fantastico. Penso che i Pink Floyd viaggiassero separatamente persino tra loro – continua il frontman – Non c’erano legami, strette di mano, con i Pink Floyd”.

Situazione tutto fuorché idilliaca dunque quella tra gli artisti del package, in particolare con il gruppo britannico. “L’unica volta in cui ho parlato con loro – raccontò ancora Fairweather Low – è stato quando Roger Waters disse al nostro tastierista di spostare l’amplificatore. Il nostro manager […] gli rispose “Parla con il mio ragazzo in quel modo e ti spezzo le gambe”.

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.