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John Deacon su Another One Bites the Dust: “ero molto imbarazzato per quello che avevo scritto”

Freddie Mercury non era l’unico dei Queen a scrivere testi. John Deacon – bassista e compositore inglese – ha contribuito in molteplici modi al successo della band. Oltre ad aver suonato – in alcune occasioni – anche la chitarra, la batteria e le tastiere, ha messo la firma ad alcuni dei brani più iconici della storia della musica.  Another One Bites the DustI Want to Break FreeYou’re My Best FriendSpread Your Wings e One Year of Love. Nonostante l’indiscutibile talento e l’ascesa al successo con i Queen, dal 1991 inizia il suo graduale allontanamento dalle scene. Dopo la morte di Freddie Mercury infatti, Deacon inizia a discostarsi anche da Brian May e Roger Taylor, fino a dare il suo addio definitivo alla musica nel 1997.

Biografia e carriera nei Queen

Prima di entrare nella formazione di Freddie Mercury, John Deacon milita brevemente nei The Opposition dal 1965 al 1969. Alla fine del 1970 viene accolto sotto l’ala protettrice di Mercury e fa il suo ingresso nei Queen. Sebbene la storiografia lo descriva come il membro più schivo e riservato della band, il suo contributo nei Queen fu fondamentale. Innanzitutto, Deacon si laurea in ingegneria elettronica al Chelsea College e i suoi studi gli permettono di costruire spesso componenti per gli strumenti della band. Inoltre – come raccontato dallo stesso Freddie Mercury in un’intervista – Deacon inizia a gestire le questioni finanziarie dei Queen dopo aver reciso un contratto particolarmente sfavorevole per il gruppo. Infine – sebbene non sia un compositore molto prolifico – mette la propria firma su alcuni dei più grandi successi della band, tra i quali Another One Bites the Dust e I Want to Break Free. 

Il ritiro

Dopo la scomparsa di Freddie Mercury – il 24 Novembre del 1991John Deacon inizia ad allontanarsi dalle scene. Non è mai stato amante dei riflettori, ma la presenza del leggendario frontman lo tranquillizzava. Dopo quel tragico giorno, il bassista decide di dare il suo addio alla musica. Si esibisce con i Queen solo in altre tre occasioni. La prima volta il 20 Aprile del 1992, in occasione del concerto tributo per Freddie Mercury – Il Freddie Mercury Tribute Concert. Poi, il 18 Ottobre del 1993 in un concerto di beneficenza con Roger Taylor. E infine, il 17 Gennaio del 1997 per l’apertura del Ballet Bejart a Parigi. Per l’evento si esibisce solo nel brano The Show Must Go On con Elton John. La sua ultima apparizione ufficiale è nell’Ottobre dello stesso anno quando registra – assieme a Brian May e Roger Taylor – la canzone No-one But You (Only the Good Die Young).

Another One Bites the Dust

John Deacon è sicuramente il membro dei Queen rimasto più in ombra, durante e dopo la fine della band. Nonostante sia considerato come il componente più schivo della formazione e un autore non molto prolifico, ha donato ai fan alcuni dei brani più iconici di Freddie Mercury e soci. In un’intervista ha parlato ad esempio della nascita e dello sviluppo di Another One Bites the Dust – brano che aveva ideato molto diversamente dalla versione che siamo abituati a sentire oggi. Durante il programma radiofonico Ultimate Classic Rock Nights, Deacon ha ricordato che i primi pensieri per la canzone erano molto spensierati. “Bite the Dust è una frase da cowboy ed era tutto ciò che avevo all’inizio” ha confessato il bassista.

“Quando siamo andati in studio, avevo molti testi che nessuno aveva mai letto – prosegue Deacon parlando di Another One Bites the Dust […] ero molto imbarazzato per quello che avevo scritto!”. Quando i Queen hanno registrato il brano – negli studi di registrazione di Monaco – la canzone è cambiata in corso d’opera sotto gli occhi di John Deacon. “La base era più pesante mentre il testo con i cowboy era più leggero – ha concluso – così ho deciso di cambiare le parole. Ho dovuto inventare tre altri versi”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.