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Chi ha ucciso Kurt Cobain?

Nell’Aprile del 1994 viene ritrovato nella sua casa di Seattle il corpo senza vita del leggendario frontman dei Nirvana, Kurt Cobain. A soli 27 anni, l’angelo maledetto del Grunge si unisce alla schiera dei tanti artisti e rockstar scomparse prematuramente. Secondo l’autopsia eseguita sul corpo, Cobain si sarebbe iniettato una dose massiccia di eroina – della quale abusava da molto tempo – per poi spararsi un colpo di fucile alla testa. Fin dalle prime ricostruzioni sono molti i dettagli che non convincono della morte del cantante dei Nirvana. Anche un eminente patologo – tale Cyril Wecht – sostiene che in realtà Kurt sia stato ucciso.

KURT COBAIN, GLI ULTIMI GIORNI DELLA LEGGENDA DEI NIRVANA

All’apice del successo professionale, la vita privata di Kurt Cobain è sempre più turbolenta e confusa. Il cantante dei Nirvana teme che la propria Arte e le canzoni pubblicate con la band vengano strumentalizzate e non comprese nel giusto modo dal pubblico. La notorietà – raggiunta soprattutto dopo Nevermind, nel 1991 – gli inizia ad andare sempre più stretta. E l’abuso eclatante e preoccupante di eroina, lo isola dal resto del mondo, persino dalla sua famiglia.



Nel Marzo del 1994 Kurt Cobain si esibisce per l’ultima volta  a Roma ed è proprio nella capitale che va in overdose – dopo aver ingerito una cinquantina di pasticche mischiate con lo champagne. Il cantante viene portato di corsa in pronto soccorso e i medici gli salvano la vita. Tuttavia, dopo essere tornato negli Stati Uniti, relega se stesso ad uno stato di solitudine ed eremitaggio, in cui la sua unica compagnia è quella della droga.

NIRVANA, IL RITROVAMENTO DEL CORPO DI KURT COBAIN

L’8 Aprile del 1994 Gary Smith – elettricista della Veca Electric – si reca nella dimora di Seattle dove Kurt Cobain vive con Courtney Love. Lì, nella serra, rinviene il corpo senza vita del cantante dei Nirvana. L’autopsia, eseguita in seguito, confermerà che la morte è sopraggiunta a causa di “un colpo di fucile auto-inflitto alla testa”. Gli esami tossicologici rilevano, nel sangue di Cobain, un’altissima dose di eroina.



NIRVANA, LA TEORIA DEL COMPLOTTO E DELL’OMICIDIO DI KURT COBAIN

Fin dall’inizio non sono pochi quelli convinti che in realtà Kurt Cobain non si sia suicidato, ma sia stato ucciso. Tra di loro anche l’eminente patologo Cyril Wecht – noto per aver analizzato nel 1972 le prove dell’assassinio di John F. Kennedy – che ha illustrato la tesi secondo la quale il cantante di Nevermind sarebbe stato vittima di un omicidio.

Wecht – dopo aver analizzato le prove autoptiche, le foto della scena del crimine e le prove della polizia – ha contribuito al documentario del 2005 intitolato Soaked in Bleach. Nella pellicola si cerca di ricostruire la morte di Cobain. Ma quali sono gli elementi a sostegno della tesi del Dottor Cyril Wecht?

NIRVANA, CHI HA UCCISO KURT COBAIN?

Il punto di partenza dal quale Cyril Wecht costruisce la sua teoria è l’alta dose si eroina trovata nel sangue di Kurt Cobain. Un uomo sotto l’effetto di un tale livello di droga non avrebbe mai potuto fare ciò che – stando al rapporto della polizia – avrebbe fatto il cantante.

“Non ha alcun senso dal punto di vista fisiologico, neurologico e psicologico – ha detto WechtNumero uno, che si sarebbe iniettato una quantità così elevata di eroina e poi avrebbe rimesso tutto il necessario usato […] in uno speciale astuccio. E che, nello stato di beatitudine e appagamento – il motivo per cui i tossicodipendenti assumono queste sostanze – avrebbe preso il fucile e si sarebbe sparato”. 

LA TEORIA DEL DOTTOR CYRIL WECHT SULLA MORTE DI KURT COBAIN

“La maggior parte dei tossicodipendenti muore con l’ago ancora dentro, il laccio emostatico sul braccio o l’ago e la siringa accanto – continua a spiegare il patologo – oppure si riprendono dopo uno stato di incoscienza. Oppure vengono rianimati se qualcuno accorre sulla scena”. Un’altra cosa che non ha mai convinto il dottor Wecht sarebbe la posizione del corpo in cui è stato ritrovato Kurt Cobain.

Secondo il patologo forense, se il cantante si fosse realmente sparato il fucile non sarebbe dovuto essere nel luogo in cui è stato ritrovato. Ma, stando alla sua opinione, le indagini sulla scena del crimine non furono realizzate in modo minuzioso e il caso archiviato come suicidio troppo velocemente. Cyril Wecht sostiene fermamente che il caso di Kurt Cobain dovrebbe essere riaperto e le prove nuovamente esaminate.



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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.