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Kurt Cobain, come Polly e Rape Me hanno cambiato la vita del cantante dei Nirvana

Kurt Cobain è stato una delle icone culturali e musicali più importanti degli anni ’90. Attraverso la musica dei Nirvana, i suoi diari e la sua arte a 360° è riuscito a ridefinire e influenzare profondamente la generazione a lui contemporanea. Le riflessioni del frontman su argomenti quali l’omofobia e il femminismo risuonano oggi più attuali che mai, data l’urgenza – per le persone e le istituzioni – di garantire rispetto e parità di diritti per chiunque. Due dei brani più importanti dei Nirvana, non a caso, affrontano e parlano apertamente di queste tematiche. Scopriamo oggi le dichiarazioni che fece Kurt Cobain a proposito di Rape Me e Polly.

KURT COBAIN, L’INTERVISTA SULLA VIOLENZA E GLI ABUSI SULLE DONNE

In un’intervista del 1991 rilasciata ai microfoni di NME, Kurt Cobain parlò approfonditamente dell’argomento della violenza sulle donne. Il frontman dei Nirvana era, apertamente, schierato a favore delle categorie più emarginate della storia, sulle quali si abbattono da sempre la violenza della società e l’indifferenza delle istituzioni. Per il cantante di Nevermind il problema della violenza si poteva risolvere solamente educando gli uomini sulla violenza stessa.

Le parole di Kurt Cobain in quell’occasione si concentrarono soprattutto sul racconto di una sua amica che aveva da poco iniziato a frequentare dei corsi di auto-difesa. “Guardava fuori dalla finestra e vedeva un campo da football pieno di uomini, e pensava che quelle persone sarebbero dovute essere a quel corso”.

NIRVANA, TEMA E SIGNIFICATO DI RAPE ME E POLLY

Il tema della violenza e degli abusi sulle donne è centrale nella canzone Rape Me, estratta dall’album dei Nirvana in Utero. “E’ come dice lei “Abusa di me, vai avanti, abusa di me, colpiscimi. Non mi ucciderai mai. Sopravviverò a questo e abuserò di te uno di questi giorni e tu nemmeno lo saprai” avrà a dire Kurt Cobain a proposito del significato del brano. L’obiettivo del cantante dei Nirvana era quello di scrivere l’inno estremo e definitivo contro la violenza sulle donne.

Lo stesso argomento si può ritrovare anche nel brano Polly, estratto dall’album capolavoro del 1991, Nevermind. A chiarirne il significato fu il bassista Krist Novoselic, nella stessa intervista del 1991 per NME. “Parla di una ragazza che è stata rapita. Un tipo l’ha portata in giro nel suo van. L’ha torturata. Ha abusato di lei. L’unico modo che aveva di scappare era andare da lui e convincerlo a slegarla. Ed è quello che ha fatto, ed è fuggita via. Immaginate quanta forza ci voglia per fare una cosa del genere?”. 

KURT COBAIN E LE PAROLE SULL’UGUAGLIANZA DELLE DONNE

Nel 1993 Kurt Cobain tornò a sottolineare quanto fosse caro a lui il tema della parità e dell’uguaglianza delle donne. Parole che rendono l’idea dell’importanza e del peso che tale riflessioni dovrebbero avere in un discorso che trascenda la musica e si estenda alla società intera.

“Non riuscivo a trovare nessun amico a scuola, amico maschio, con il quale mi sentissi compatibile. Così finivo per uscire un sacco con le ragazze. Ho sempre sentito che non venissero trattate con rispetto. Soprattutto perché le donne sono completamente oppresse”

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.