La storia dietro la copertina di Black Sabbath

Il 13 febbraio 1970 usciva nel Regno Unito “Black Sabbath”, l’album di debutto della band omonima. Se volessimo definire data e luogo di nascita dell’heavy metal, dovremmo andare a ripescare lì. Che siano stati proprio i Black Sabbath a inventare il genere, questa è una questione che si dibatte ancora oggi. Certo è che se non ne sono stati gli inventori, possono considerarsi a tutti gli effetti tra i suoi pionieri. Sono trascorsi 49 anni esatti da quel momento così cardine nella storia della musica, una rivoluzione evidente sin dalla copertina, che ancora oggi resta avvolta nel mistero. Entriamo insieme nell’universo cupo della band inglese e scopriamo l’origine della copertina di “Black Sabbath”.

Il sinistro mondo dei Black Sabbath

Pur trattandosi del disco di esordio della band, la loro maturità artistica è davvero sorprendente. Una maestria compositiva ed evocativa che sa scioccare, che va a rinforzare quella teoria del rock quale “musica del diavolo” sostenuta dal pubblico benpensante dell’epoca. Questo è il grande merito dei Black Sabbath: l’aver proposto un nuovo immaginario collettivo fatto di simboli oscuri e non convenzionali.

Atmosfera da film horror, campane che risuonano in lontananza, pioggia, riff mostruosi di basso e chitarre distorte: questi gli ingredienti principali di un album che sembra esserci stato spedito direttamente dall’oltretomba. Tutto è cupo in questo disco, a partire dalla data di uscita, non a caso un venerdì 13. E poi, quella copertina che ci mette i brividi solo a guardarla.

La copertina di Black Sabbath

L’artwork di “Black Sabbath”, spettrale e inquietante, anticipa perfettamente le sonorità tenebrose dell’album. Al centro, una donna avvolta in un mantello nero, dai lineamenti non definiti, sembra quasi avanzare verso lo spettatore. Ancora oggi ci si chiede chi rappresenti questa figura, una strega dei boschi? Un fantasma? O si tratta forse dell’incarnazione del male? Anche la storia della donna pare essere coperta dal mistero, nessuno infatti sa con certezza di chi si tratti. Sullo sfondo, un casolare che pare essere infestato, una radura, un laghetto.

Copertina di Black Sabbath: dietro l’immagine spettrale

A realizzare la foto in copertina è stato Marcus Keef, usando una pellicola a infrarossi, che conferisce all’immagine quell’effetto “horror”. Per chi oggi volesse vedere il luogo in cui è stata scattata la foto, basterebbe recarsi nell’Oxforshire, in Inghilterra, e cercare Mapledurham Watermill: nessun luogo satanico quindi, ma bensì un semplicissimo mulino ad acqua.

Ma come è nata l’idea di questa immagine? In quei giorni i Black Sabbath erano così indaffarati nella registrazione dell’album che ebbero poco tempo per pensare alla cover. La genesi della copertina resta quindi un’incognita anche per i quattro Sabbath, che rimasero sconvolti alla vista del lavoro finale. Ma ormai il disco doveva essere lanciato, ed era troppo tardi per poterlo cambiare.

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Alice Lonardi, classe 1995, laureata in Lingue e Letterature Straniere con specializzazione in Arts Management a Londra. Amante dell'arte in tutte le sue forme: dalla musica, al cinema alla letteratura. Assidua frequentatrice di concerti e in particolare appassionata di pop-punk, post-hardcore e metal. Bassista, pianista, a volte fotografa. Articolista e aspirante giornalista e critica musicale. (alicelonardi@yahoo.it)