25 settembre 1980, la tragica morte di John Bonham: che cosa successe in quel maledetto giorno

Tributato da praticamente tutte le riviste musicali. Onorato da batteristi e musicisti. John Bonham ha segnato una pagina estremamente importante della storia del rock. Non solo per la sua attitudine un po’ particolare, ma anche per le sue abilità tecniche. Purtroppo, ci lasciò nel 1980 e la sua assenza ancora si sente.

La tragica morte di John Bonham: le cause del decesso

Era il 25 settembre del 1980. I Led Zeppelin stavano programmando il ritorno trionfale sulle scene. Sembrava tutto perfetto. Bonham però non stava bene, per nulla. Si recò a Windsor, nella villa di Jimmy Page, in condizioni fisiche alterate dall’alcol. La band non poteva tollerare un comportamento simile, anche perché John non era in grado di suonare.

Venne portato in una stanza vicina, aveva chiaramente bisogno di riposo. Le sessioni di prova avevano quindi costretto una pausa. Non c’era neppure più Richard Cole, storico manager dei tour del Led Zeppelin, sostituito da Benji LeFevre. L’indomani, soffocato dal suo vomito, John Bonham venne trovato morto, a soli 32 anni.

Lo scioglimento dei Led Zeppelin

I Led Zeppelin sono sempre stati una band “sfortunata“. Qualche anno prima il frontman Robert Plant aveva perso il suo giovane figlio, ora Bonham. Venne pubblicato subito un comunicato stampa dalla stessa band che annunciava ciò che i fan non volevano. La perdita di Bonham era così forte e sofferta che, per rispetto verso la sua famiglia, era meglio non continuare a suonare.

Dal 1969 al 1979 (escludendo l’album postumo Coda) i Led Zeppelin non avevano mai fatto meno di Bonzo. Il coroner dichiarò addirittura che il corpo di Bonham aveva in corpo l’equivalente di 40 bicchieri di vodka. Tutti erano a conoscenza delle pesanti abitudini alcoliche del batterista, ma non sembravano esserci soluzioni al problema. Tutto il mondo del rock, fan e critica lo piansero e ci sarebbe da chiedersi quanto avrebbe potuto ancora dare.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.