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Le canzoni più tristi dei Green Day

I Green Day sono tra i gruppi musicali con più vendite della storia (con più di 85 milioni di dischi venduti in tutto il mondo). Hanno secondo molti riportato in auge certe sonorità punk poco valutate negli anni del loro debutto. Mentre secondo altri di fatto i Green Day non dovrebbero essere accostati a questo genere. Sicuramente il punk è una delle loro influenze, ecco anche perché i Green Day sono una band certamente non legata alla malinconia. Infatti, la loro forza è sempre proprio un pop punk tutto sommato energico e raramente triste. Eppure, esistono dei brani malinconici nel loro repertorio: abbiamo selezionato quelli più tristi.

Wake me up then September ends

Anche se continuiamo a usare questa canzone come meme ogni volta che arriva Settembre, in sé ha davvero poco di allegro o divertente. Infatti, Billie Joe Armstrong ha spiegato che il titolo della canzone riprende una frase che sua madre pronunciò al funerale del padre. Così, questo brano è uno dei più tristi dei Green Day, in quanto ricorda questa brutta esperienza vissuta da Armstrong: la perdita di suo padre. Il cantante ha però spiegato che scrivere a riguardo gli ha fatto bene, lo ha aiutato a superare la cosa.

Good Riddance (Time of Your Life)

Good Riddance (Time of Your Life) è un brano famosissimo, usato per addii, cerimonie e ricorrenze. Il significato non è esattamente triste, anzi, più che altro è un brano nostalgico. Mostra sostanzialmente come dobbiamo sempre ricordarci dei momenti positivi e degli attimi che viviamo nella nostra vita. L’ispirazione è però molto triste: Billie Joe Armstrong la scrisse dopo la conclusione di una sua relazione con una ragazza di nome Amanda.

Whatsername

A proposito di nostalgia, questa canzone descrive una donna con cui il protagonista ha vissuto bei momenti, ma di cui adesso non ricorda nemmeno il nome. Ha bruciato le sue fotografie, sembra sparita, sembra passato un secolo dall’ultima volta in cui l’ha vista. Il testo è un profondo rimpianto di un amore. Risulta ancora più triste se si inserisce nel concept album American Idiot, di cui costituisce il triste epilogo. Jimmy, il protagonista, pur essendosi innamorato di una ragazza ormai l’ha persa e non ricorda nemmeno come si chiama.

Last Night On Earth

Più che una canzone triste questa è sostanzialmente una malinconica dichiarazione d’amore. Si manifesta una devozione incondizionata, una ricerca costante, a cui i romantici certamente non possono non cedere. Frasi come “il mio cuore appartiene a te” e “ho camminato per miglia finché non ti ho trovato” farebbero sciogliere chiunque, ma il tono del brano è straordinariamente malinconico per la dolcezza che lo caratterizza.

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.