Led Zeppelin: la storia del dirigibile più famoso del rock n’roll

Il 12 gennaio 1969 il dirigibile dei Led Zeppelin decolla verso cieli altissimi. Questo simbolo, portato sulla copertina del primo album self titled, resterà la coda della band,lo specchio della loro storia. Dal giorno della pubblicazione dell’opera, i Led Zeppelin spiccano  un volo straordinario, toccando le stelle fino all’ultimo momento.

La famigerata copertina di “Led Zeppelin”, è una foto in bianco e nero che ritrae il disastro del dirigibile LZ 129 Hindenburg che prese fuoco in circostanze misteriose mentre era in volo il 6 maggio 1937. Lo Zeppelin si disintegrò in mezzo minuto e morirono 35 persone.

L’idea della copertina viene a Jimmy Page che intende ritrarre il dirigibile nell’esatto momento dell’esplosione. La cover viene realizzata da George Hardie, grafico e illustratore con cui i Zep collaboreranno ogni volta con assoluta fedeltà.

Hardie sceglie di utilizzare la tecnica della mezzatinta, con la quale la foto appare come una sorta di radiografia, per mezzo di una speciale penna dall’inchiostro particolare. Chris Dreja, ex bassista degli Yardbirds si occupa della foto della band posta sul retro della cover.

Quello dell’ Hindenburg sarà il primo simbolo della band, presumibilmente, Page lo sceglie per indicare la forza del gruppo. Prorompente, esplosivo ed altamente pericoloso, le emozioni trasmesse dalla cover dell’album rappresentano, probabilmente, il coraggio del gruppo di fronte al pericolo di poter “esplodere in volo” come, del resto, avverrà 12 anni più tardi.

L’origine e le controversie dietro il nome dei Led Zeppelin

L’origine di un nome tanto ridondante viene da una conversazione dai toni particolarmente amichevoli tra Jimmy Page, Jeff Beck, Keith Moon e John Entwistle. I 4 pianificavano di creare un super gruppo insieme, un concentrato esplosivo composto da due membri degli Who e due degli Yardbirds.

Moon afferma che la combinazione sarebbe stata troppo pericolosa, esclamando “Andrebbe in fiamme come un pallone di piombo!”, Entwistle aggiunge “un Lead Zeppelin!”. Jimmy Page ricorderà quel nome, e lo preserverà per una band non ancora formata. Il geniale Peter Grant, suggerirà di elidere la lettera “a” nella parola “Lead” in modo da evitare errori di pronuncia.

Eva Von Zeppelin, nipote diretta dell’ideatore del famigerato dirigibile, Ferdinand è, però, oltraggiata per l’uso fatto dalla band del suo nome. Nel 1969, la contessa prova a bloccare un’apparizione televisiva dei Led Zeppelin nella TV danese.

Il 28 febbraio del 1970, la band è a Copenaghen per un concerto, ancora una volta, la contessa proverà a cancellare l’esibizione. Presumibilmente, la contessa non ascoltava la band o, quanto meno, non aveva visto la copertina dell’ album, sapeva solo che si facevano chiamare “gli zeppelin del rock”.

La band sceglie con saggezza di invitare la contessa nel backstage e, disguisendo pacatamente, parrebbe che gli screzi si siano attenuati. Pur tuttavia, all’uscita, Eva scorge la copertina di “Led Zeppelin”, andando su tutte le furie. Jimmy Page dirà, nel corso di un’intervista, di essere corso a nascondersi. Ad ogni modo, per quell’occasione, la band dovette presentarsi come “The Nobs”. C’è, comunque, da dire che, nonostante i Led Zeppelin non abbiano ricevuto il benestare di tutte le famiglie “Zeppelin” del mondo, il loro nome sia comunque potuto rimanere scolpito nella storia della musica.

Dal primo album alla caduta del dirigibile

I Led Zeppelin rifiutano da sempre ogni nome e ogni etichetta, la critica non avrà mai parole dolci per loro, troppo innovativi forse, anzi sicuramente. I Led Zeppelin erano tutto ciò che fino ad allora era inconcepibile, nemmeno i Rolling Stones avevano raggiunto gradi di esaltazione talmente alti. A parte tutto, la band non ha mai avuto un periodo di gavetta. La celebrità è arrivata da subito, lo Zeppelin è forse decollato da un punto troppo alto?

Il 25 settembre del 1980, a seguito dell’ennesimo eccesso alcolico, John Bonham muore, portando con sé uno dei più grandi fenomeni musicali che il mondo abbia mai visto. L’essenza dei Led Zeppelin è racchiusa nei suoi quattro componenti. Le band si sciolgono, tornano dopo qualche anno, magari con una nuova formazione o con eclatanti reunion, ma i Led Zeppelin sono tragicamente esplosi dopo un volo durato solo 12 anni, come l’ Hindenburg, esploso in mezzo giro d’orologio, possiamo trovare una tragica ironia dietro la similarità tra la storia della band e quella del dirigibile. Quello dell’ Hindenburg è, sicuramente, il simbolo più comunicativo della band, ma i Led Zeppelin sono legati da una forte tradizione simbolica, spesso oscura, misteriosa e, per alcuni, esoterica, ma in ogni caso, affascinante.

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.