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Led Zeppelin, quella reunion che Robert Plant definì “orrenda”

Quando John Bonham scompare tragicamente – nel Settembre del 1980 – è ben chiaro a tutti che la fine dei Led Zeppelin è vicina. L’annuncio ufficiale da parte della band arriva nel Dicembre di quell’anno. Nessuno degli altri membri può immaginarsi di proseguire il progetto senza Bonzo – specialmente Jimmy Page. Da quel momento – nonostante le pressioni e le insistenze da parte del pubblico, che sperava in una reunion – sia il chitarrista che Robert Plant allontanano qualsiasi speranza a riguardo. Cinque anni dopo però avviene l’inaspettato – proprio in occasione del Live Aid organizzato da Bob Geldof nel 1985.

JOHN BONHAM, IL COMUNICATO STAMPA DEL LED ZEPPELIN DOPO LA SUA MORTE

“Vorremmo che si sapesse che la perdita del nostro caro amico e il profondo senso di indistruttibile armonia che avevamo tra di noi e il nostro manager – si legge nel comunicato ufficiale dei Led Zeppelin, datato Dicembre 1980 – ci hanno portati a decidere che non potremmo mai continuare come eravamo”. Da quel momento – a seguito della tragica scomparsa del chitarrista John Bonham – anche i Led Zeppelin vedono la propria fine.



Il pubblico è sconvolto e preme perché i tre restanti membri – Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones – si riuniscano. Ma qualsiasi illazione viene negata e qualsiasi speranza disattesa. Plant in particolare inizia a sviluppare una grande determinazione per portare al successo i suoi progetti solisti.

LIVE AID 1985, LA REUNION DEI LED ZEPPELIN CON PHIL COLLINS

Sebbene Jimmy Page e Robert Plant continuino a “deludere” i fan circa una possibile reunion dei Led Zeppelin, nel 1985 sembra avverarsi tutto ciò che il pubblico aveva sempre desiderato. E’ l’anno del Live Aid per l’Etiopia – organizzato da Bob Geldof. Il Live Aid che sarà per sempre consacrato negli Annali della musica dalla leggendaria esibizione dei Queen di Freddie Mercury. Ma Geldof non può lasciarsi sfuggire l’occasione di avere su quel palco anche i Led Zeppelin.



Messa da parte la buona volontà della band – che decide di accettare l’invito – quell’esibizione si rivelerà una delle peggiori nella storia della formazione britannica. Robert Plant porta sul palco la stanchezza che gli derivava da una serie consecutiva di live, Jimmy Page combatte contro una chitarra scordata e i monitor che non funzionano. E, oltre tutto questo, chi potrebbe rimpiazzare John Bonham? Alla fine viene scelto Phil Collins – che per l’occasione vola direttamente dal Wembley Stadium, dove aveva appena finito di esibirsi.

ROBERT PLANT, “LA REUNION FU ORRIBILE”

Se sulla carta sembra tutto perfetto, nella realtà la reunion dei Led Zeppelin al Live Aid 1985 fu disastrosa. Phil Collins arriva impreparato – non avendo potuto provare con la band – e gli altri devono affrontare molti problemi dell’ultimo secondo. “E’ stato orrendo – dirà Robert Plant al magazine Rolling Stone nel 1988 – emotivamente, stavo mangiando ogni parola che pronunciavo. Ed ero rauco. Avevo fatto tre concerti prima di andare al Live Aid”.

“I miei principali ricordi sono di panico totale – conferma anche Jimmy Page riguardo a quell’evento – Jones era arrivato lo stesso giorno dello show e abbiamo avuto un’ora di prova prima di salire sul palco. Ed è stato come un tentato suicidio se si pensa a quanto avevano provato bene gli altri”. 



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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.