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Leonard Cohen e quel disastro evitato durante un concerto a Gerusalemme

Nel 1972 Leonard Cohen e la sua band stanno per esibirsi a Gerusalemme, per l’ultima tappa del loro tour mondiale. Un avvenimento molto importante dunque per un Cohen che diventa sempre più impaziente con il passare delle ore. Quella serata verrà ricordata a lungo e se ne discuterà molto, anche attraverso le stesse parole del cantante, per gli strani avvenimenti che avvennero sopra e fuori dal palco. Scopriamo in questo articolo lo strano concerto di Leonard Cohen a Gerusalemme e il modo in cui il vocalist salvò la serata.

LEONARD COHEN, L’ULTIMA TAPPA DEL TOUR A GERUSALEMME

Nel 1972 dunque il grande cantautore Leonard Cohen sta per esibirsi al Yad Eliahu Sports Palace a Gerusalemme in quella che sarà l’ultima data del suo tour mondiale. La pressione per l’evento è tanta e accresce il nervosismo del cantante ogni minuto di più. Ad un certo punto della performance, Cohen ne viene talmente sommerso che interrompe una canzone a metà e inizia a parlare direttamente al pubblico.

“Spero che mi potrete sopportare. Queste canzoni sono una sorta di meditazione per me e, qualche volta, sapete, non riesco a entusiasmarmi e ho la sensazione di ingannarvi, così proverò un’altra volta, okay? – dice quella sera Cohen ad un pubblico un pò confuso – se non funziona mi fermerò a metà”. Ancora deluso dalla propria performance fino a quel momento, il cantante inizia a suonare One of Us Cannot be Wrong. Recuperato l’entusiasmo, i suoi fan ricominciano ad applaudire ma lui si ferma nuovamente.

LA STRANA SERATA DI LEONARD COHEN

“Ora ascoltate, se non migliora, finiremo il concerto e vi ridaremo tutti i soldi. – ricomincia a dire Leonard Cohen durante lo show – perché mi sembra davvero di ingannarvi stanotte. Sapete, ci sono notti in cui ti è concesso di elevarti in cielo e altre in cui non riesci a lasciare il terreno. E non ha senso mentire a proposito. E stanotte, non siamo capaci di staccarci da terra”.

La delusione e la rassegnazione del cantante, a proposito dell’ultima tappa del suo tour, arrivano ad un tale livello che lascia il palco intenzionato a non tornare. In effetti membri dello staff e del locale iniziano a girare tra il pubblico, annunciando che Cohen non riprenderà il concerto e che i loro biglietti verranno rimborsati. Ad un tratto però, succede una cosa che salverà la serata a tutti quanti.

LEONARD COHEN, COME SALVO’ L’ULTIMA TAPPA DEL SUO TOUR MONDIALE

Come riportato nel libro di Ira Bruce NadelVarious Positions: A Life of Leonard Cohen – mentre si trova nel camerino il cantante vede un contenitore, con delle droghe all’interno. Propone alla band di prenderle per vedere se la serata possa migliorare. La storia venne confermata dallo stesso Cohen in un’intervista del 2016 per il New Yorker.

“Era alla fine del tour – disse infatti il cantante di Hallelujah in quell’occasione – pensavo che stessimo andando davvero male. Sono tornato nel camerino e ho trovato degli acidi nella custodia della chitarra”. Una volta tornati sul palco lo spettacolo riprese, per la gioia e l’entusiasmo del pubblico.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.