gtag('config', 'UA-102787715-1');

Leonard Cohen: le sue 5 canzoni preferite di tutti i tempi

Leonard Cohen non è stato solo un cantautore, ma un vero e proprio poeta e scrittore. Considerato uno dei più grandi cantautori a livello mondiale, nei suoi testi Cohen tocca argomenti importanti ed alle volte lontani dai temi consueti, quali la religione, l’isolamento e la sessualità. Nella sua carriera sessantennale è stato capace di ispirare migliaia di giovani artisti. Ciò non toglie che, ovviamente, anche il cantautore canadese sia stato influenzato da altri. Ecco quali sono cinque tra le canzoni preferite di Leonard Cohen.

“Your Cheatin’ Heart” – Hank Williams

Apriamo le danze con uno dei più importanti ed amati artisti country di tutti i tempi, vale a dire Hank Williams. Nello scrivere “Your Cheatin’ Heart”, il cantante si ispirò alla tormentata relazione con la sua prima moglie, Audrey Sheppard,  inserendo stofre riferite anche alla seconda moglie, Billie Jean Jones. La canzone ottenne successo immediato, complice anche, è d’uopo dirlo, la morte di Hank Williams avvenuta appena prima della pubblicazione.

“The Great Pretender” – The Platters

Proseguiamo con un brano di uno dei più grandi gruppi vocali di sempre, i Platters. Nel 1955, quindi giusto un anno prima dell’esordio di Leonard Cohen sul mercato discografico, pubblicarono il singolo “The Great Pretender”. La canzone divenne un successo sul mercato statunitense, raggiungendo la vetta delle classifiche. Inserita nel 1973 nella colonna sonora del celebre film “Amercan Graffiti”, la canzone arrivò a godere di nuova fama nel 1987, grazie alla cover di Freddie Mercury.

“Unchained Melody” – The Righteous Brothers

Anche “Unchained Melody” fu pubblicata per la prima volta nel  1955 da Todd Duncan, ma raggiunse la fama mondiale grazie all’interpretazione dei Righteous Brothers. Il brano è stato infatti ogetto di cover da parte di numerosi artisti, tra i quali possiamo citare Elvis Presley, Pat Boone, U2, Roy Orbison, Willie Nelson e molti altri. Brano molto romantico, dal grande pubblico è facilmente ricollegabile alla celebre scena del vaso del film “Ghost” del 1990.

“What’d I Say” – Ray Charles

“What’d I Say” è un brano di Ray Charles, tra i più celebri, non solo del cantante, ma anche del suo genere. Interpretata anch’essa da praticamente tutti i principali cantanti e band anni ’60, da Elvis ai Beatles, da Jerry Lee Lewis a Johnny Cash, da Nancy Sinatra a Eddie Cochran. Di particolare interesse è la genesi del brano: durante un concerto dal vivo nel 1958, Ray e la sua band dovevano suonare per un certo minutaggio. Avevano finito i brani in scaletta e mancava ancora un po’ di tempo, così improvvisarono un pezzo che riscosse enorme successo in sala, fu così poi registrata con il titolo di “What’d I Say”.

“Jokerman” – Bob Dylan

Come ultimo brano guardiamo il brano di un grande amico di Leonard Cohen, vale a dire niente meno che il premio nobel alla letteratura Bob Dylan. Il pezzo è il più recente della lista, essendo del 1983, ed è “Jokerman”. Secondo molte interpretazioni il “Jokerman” di cui Dylan va cantando è Gesù Cristo, che infatti venne visto come un folle al suo tempo. Magari è per questo tema religioso che il brano attirò in tal modo l’attenzione di Leonard Cohen.

Share

Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com