gtag('config', 'UA-102787715-1');

I litigi che hanno cambiato la storia del rock

Il successo e la notorietà a volte non sono sufficienti per rimanere assieme. Per quanto abbiano raggiunto la fama, il denaro e il riconoscimento globale, moltissime band hanno lasciato che problemi personali e dissidi interni li distruggessero. I casi non sono pochi e non sono nemmeno di poco conto. Oggi vogliamo parlare dei litigi più incredibili della musica che hanno decisamente cambiato la storia del rock.

ROGER WATERS VS. DAVID GILMOUR: LA FINE DEI PINK FLOYD

Uno dei litigi più noti e probabilmente maledetti dai fan di tutto il mondo è quello che ha visto contrapporsi Roger Waters e David Gilmour. Il secondo entra nei Pink Floyd  nel 1967 per sostenere Syd Barrett, salvo poi sostituirlo del tutto quando il cantante diventa chiaramente irrecuperabile.

Dal momento dell’allontanamento del fondatore dei Pink Floyd, Roger Waters palesa sempre più le sue intenzioni di prendere in mano la direzione commerciale e creativa della band. I concept spaziali e onirici di Barrett vengono sostituiti da riflessioni esistenziali e private di Waters. Il declino dei Pink Floyd è evidente con l’album The Wall che – assieme a Wish You Were Here e Animals – consegna la formazione alla storia. Il disco è totalmente concepito da Roger Waters che – nella fasi finali della produzione – relega Richard Wright al ruolo di turnista. Ma è con The Final Cut che il predominio del bassista sugli altri membri è totale. Nel 1985, Waters annuncia il suo addio, definendo i Pink Floyd “uno spreco di tempo”.

JOHN LENNON CONTRO I BEATLES

Accanto ai Pink Floyd, l’altra famosissima faida è sicuramente quella che ha visto contrapporsi i Beatles a John Lennon – reo di aver portato nel gruppo la compagna Yoko Ono. In effetti i problemi erano iniziati già da tempo, specialmente tra il chitarrista e Paul McCartney – con una scissione nel reparto compositivo e creativo. Dopo aver raggiunto la vetta del successo tra il 1966 e il 1967, è con il White Album del 1968 che la situazione diventa evidente.

Ogni brano porta chiaramente la firma del suo autore, non c’è più coesione e il talento compositivo di George Harrison emerge in maniera preponderante. Nonostante il successo mondiale dell’album, i Fab Four si resero conto di non essere più uniti come prima e tentarono un ritorno alle origini. Il progetto – chiamato Get it Back – si risolse nelle registrazioni video di Let it Be – Un Giorno con i Beatles. E nel famoso concerto sul tetto – agli Apple Studios – il 30 Gennaio 1969.

IL MOTIVO DELL’INGRESSO DI SID VICIOUS NEI SEX PISTOLS

Malcolm McLaren può essere definito – a ragione – il mecenate del punk rock britannico. Dopo aver viaggiato negli States negli anni ’80 ed aver assistito all’emergere di quel nuovo movimento – fatto di creste, giacche di pelle e borchie – decise di portarne le suggestioni Inghilterra. Nella sua boutique si riunirono giovani artisti e punk di strada che accolsero a braccia aperte il nuovo stile di vita, adattandolo alla loro personale situazione. I Sex Pistols di Johnny Rotten videro la luce proprio nel negozio di McLaren.

Nel 1977, dopo l’allontanamento di Matlock – che non riusciva ad integrarsi nello stile e nello spirito del gruppo – McLaren propose Sid Vicious come suo sostituto. Il giovane non aveva assolutamente abilità musicali – si dice infatti che i compagni di band staccassero il suo amplificatore durante i concerti – ma aveva lo stile giusto. L’incapacità di Sid, la sua dipendenza da eroina e la relazione tumultuosa con Nancy Spungen, portarono Rotten al limite della sopportazione nel 1978. Nell’ultima data a San Francisco – il 14 Gennaio – il cantante chiuse il concerto con No Fun degli Stooges e abbandonò il palco furioso.

GLI ALTI E BASSI DEI GUNS N’ ROSES

Nel 2005 Slash affermò – senza troppi giri di parole – che Axl Rose era stato il catalizzatore della fine della loro band. In effetti il declino veloce e incredibile dei Guns N’ Roses si deve principalmente al carattere turbolento e imprevedibile del cantante. Basti pensare che Rose è l’unico membro originario della band ad essere rimasto sempre fisso. Gli altri – primi fra tutti Slash e Duff McKagan – si sono allontanati dal progetto a causa dei contrasti interni. Salvo poi riunirsi – in occasione dei Coachella del 2016 – e ricominciare a fare show live assieme. Sicuramente il periodo d’oro dei Guns N’ Roses – così come erano alle origini – difficilmente tornerà.

LA FAIDA DEI FRATELLI GALLAGHER

Noel e Liam Gallagher tengono ancora banco tra i gossip e le news del mondo del rock. Solo di pochi giorni fa infatti la notizia secondo la quale Liam avrebbe porto un ramoscello d’ulivo al fratello. L’ex cantante degli Oasis ha ammesso che gli piacerebbe andarsi a prendere una birra con Noel per cercare magari di risolvere le cose tra loro. Il motivo? Il bene della madre che – vedendo i suoi figli che non si parlano – è molto arrabbiata e addolorata. “Noel pensa che io voglia riunire la band per soldi – ha confidato Liam in una recente intervista – […] ma mi sono unito alla band per divertirmi e girare il mondo”.

Share

Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.