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Lucio Battisti, Quella straordinaria proposta dei Beatles

Spesso noi italiani siamo propensi a sminuire i nostri artisti come nessun altro. Sottovalutiamo il loro potenziale, la loro fama e la loro presa su un pubblico anche esterno rispetto al nostro Paese. Quando parliamo di Lucio Battisti, abbiamo dovuto trattenere questo impulso critico ed ammettere che, a prescindere dai gusti personali, si tratta di uno degli artisti migliori non solo del nostro panorama musicale, ma in generale. Eppure, paradossalmente l’anima più originale di questo artista è stata estremamente sottovalutata. Solamente il periodo del sodalizio con Mogol viene ricordato dai più, ma non è quello l’unico momento in cui Battisti ci ha mostrato di che pasta era fatto, se vogliamo dirla così. Lucio Battisti piaceva addirittura ai Beatles, del resto aveva un grande interesse per il rock ed era riuscito ad andare in America grazie ai suoi successi.

Battisti e il suo animo rock

Mogol ha spiegato più volte che l’artista aveva un animo rock. Battisti ascoltava i Genesis, i Rolling Stones, era interessato ad altre sonorità, non voleva limitarsi alla musica leggera. Questo suo animo rock si vide soprattutto quando interruppe la collaborazione con Mogol. Gli album che produsse da allora sono tra i più originali della musica italiana. Sperimentò infatti nuovi generi, le influenze della musica elettronica ad esempio sono moltissime. Anche per questo i suoi ultimi album non furono effettivamente stati capiti. Stroncati continuamente dalla critica, in realtà questi dischi possedevano caratteristiche musicali sperimentate solamente altrove e non in Italia, ad esempio in Gran Bretagna. Rap, techno, dance, l’utilizzo dei sintetizzatori, tutte innovazioni che hanno mostrato il grande eclettismo del cantautore.

I Beatles vogliono Lucio Battisti

Prima ancora che Battisti tirasse fuori questi sperimentalismi, si era già fatto notare. Mogol ha più volte spiegato che Paul McCartney possedeva tutti i dischi di Battisti e che quindi lo apprezzava molto. Ancora una volta il Beatle ci ha visto lungo, riconoscendo ciò che vale artisticamente come ha sempre fatto. Il cantautore aveva del resto avuto un grande successo in America, anche grazie alla cover dei The Grass Roots, la canzone Bella Linda. Andò in America e conobbe addirittura Bob Dylan e lo stesso Paul McCartney. Addirittura a quanto pare i produttori dei Beatles contattarono Battisti. Infatti, volevano introdurlo nel mercato musicale americano offrendo milioni di dollari. Tuttavia, il cantautore rifiutò subito. Avrebbe dovuto lasciare il venticinque per cento di quanto guadagnato ai produttori. Sembra incredibile che si possa dire di no ai Beatles, ma Battisti lo ha fatto e anche piuttosto seccamente.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.