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Lucio Dalla, La storia di Canzone

Spesso i cantautori parlano proprio di musica nelle loro canzoni, incantando e sorprendendo i loro fan insegnando loro il potere della musica. Lucio Dalla sapeva insegnarlo benissimo. Pensiamo a Caruso, tributo per eccellenza al teatro e alla musica. In generale Dalla ha scritto testi che ci hanno continuamente mostrato fino a che punto può arrivare il potere della musica. Il cantautore ha composto insieme con Samuele Bersani un brano che riflette davvero molto su questo, su quanto la musica possa aiutarci e su quanta speranza possiamo riporre in essa. Addirittura a volte chiediamo ad una canzone di raggiungere qualcuno che è lontano.

Canzone cercala se puoi
Dille che non mi perda mai
Và per le strade tra la gente
Diglielo veramente.

Samuele Bersani e Lucio Dalla

Samuele Bersani ha spiegato di aver aiutato a comporre la canzone in un periodo in cui si era appena conclusa una sua storia d’amore. Naturalmente la ricorda adesso con la solita ironia che lo caratterizza, ma sul momento ne soffrì molto. Ha dichiarato che aveva incontrato per caso il cantautore che guarda caso stava cantando un brano d’amore, così Samuele Bersani ascoltando Lucio Dalla scoppiò in lacrime. Venne l’idea di un brano che di fatto riuscì a combinare quindi la sua grande tristezza per una storia appena finita con la potenza della musica, con il riferimento a questa canzone che dovrebbe raggiungere la donna. Nel testo ci sono anche accenni alla storia passata di Samuele Bersani:

Ho un materasso di parole
Scritte apposta per te
E ti direi spegni la luce
Che il cielo c’è.

Questo passo così poetico, spiega Bersani, non si riferisce a chissà quale grandiosa situazione. Riguarda invece il fatto che nella casa dove stava con la sua ragazza c’erano attaccate al soffitto delle stelline, di quelle semplici adesive.

La fama di Canzone

Questo brano scritto da Samuele Bersani con Lucio Dalla ha avuto grande successo. Nel 2010 Lucio Dalla la cantava in tour con Francesco De Gregori. La loro versione divenne molto celebre. Anche Samuele Bersani la ripropone spesso nei suoi concerti, essendone autore. Nel 2020 però De Gregori l’ha incisa e stavolta in duetto con Antonello Venditti. Il significato, al di là della valenza autobiografica che ha spiegato Bersani, riflette sulla nostalgia che si ha di una persona e la musica tenta di raggiungerla. Così nel mondo si diffonde questo canto che forse non ha raggiunto proprio quella persona o magari sì, ma sicuramente ha toccato profondamente tutti noi.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.