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Mark Tremonti: ”Master Of Puppets” è il suo album preferito

In una nuova intervista con Hakos Pervanidis di “TV War” in Grecia, al chitarrista degli Alter Bridge Mark Tremonti è stato chiesto di scegliere i suoi album preferiti di tutti i tempi e parlare dei suoi ricordi d’infanzia per ognuno di loro. Posti davanti ad una domanda del genere non è mai semplice rispondere in maniera univoca. Solitamente infatti vengono citati diversi album che hanno fortemente colpito l’ascoltatore.

Mark Tremonti e gli Slayer

Parlando del capolavoro degli Slayer del 1986 “Reign In Blood”, Mark ha detto:Questo è al terzo posto della mia personale classifica. Penso che potrebbe essere il miglior album in assoluto per quanto riguarda i riff di chitarra metal. La voce di Tom Araya mi piace perché si sente che è malvagio ed arrabbiato. Quando ero bambino, era un disco spaventoso. Volevo trovare la cosa più heavy che potevo trovare, e basta. Non avevo mai trovato nulla di simile a quel disco.”.

Mark Tremonti: il suo album preferito 

Riguardo ad un altro capolavoro assoluto, ossia “Master Of Puppets” dei Metallica, Mark ha dichiarato: “Questo è il mio disco preferito di tutti i tempi. L’ho ascoltato migliaia di volte. È quello che mi ha trasformato in un fanatico della musica. Prima di ascoltarlo, io ascoltavo i Beastie Boys e qualunque cosa fosse popolare alla radio. Poi mi sono imbattuto in quel disco e da quel momento in poi sono stato un metalhead. Penso che “Master Of Puppets” sia il meglio dei Metallica. Ogni singola canzone di quel disco è da 10 su 10.”.

L’influenza di “Master Of Pappets”

Gli ultimi commenti di Mark fanno eco a quelli che ha fatto nel 2012 quando ha detto a Noisecreep che “Master Of Puppets” era il disco che ha contribuito a plasmarlo musicalmente. “Da lì, ho cercato le cose più pesanti, oscure e più cattive che potessi trovare”, ha detto. “Sono cresciuto a Detroit e i miei amici ascoltavano Slayer e Testament. Io mi appassionai ai Celtic Frost, King Diamond e Mercyful Fate.”.

L’approccio alla chitarra

Quando gli è stato chiesto se ci fossero chitarristi metal specifici che hanno influenzato lui e i suoi riff, Mark ha detto: “James Hetfield e Kirk Hammett, di sicuro. Il mio modo di suonare il ritmo è molto radicato nello stile su cui si basano i Metallica. Direi anche l’approccio degli Slayer. Alcuni dei miei riff preferiti di tutti i tempi sono nella canzone degli Slayer “Raining Blood”, che mi ha davvero ispirato a scrivere diversi riff metal nel corso degli anni. Questo è ciò che mi eccitava quando ero più giovane, quel tipo di musica.”.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com