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Michael Jackson: quando il Re del Pop confessò di aver rubato il groove di Billie Jean

Michael Jackson è stato sicuramente uno degli artisti più importanti del panorama musicale. Personaggio carismatico e iconico, l’autore di Thriller è riuscito a rivoluzionare completamente il concetto di Pop – specialmente tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80. Tra i tanti successi della sua discografia, passati alla storia, va annoverata sicuramente Billie Jean. Una canzone leggendaria, ma non molto fortunata dal punto di vista della sua storia – giacché non sono pochi i racconti che ruotano intorno alla sua paternità, apparentemente non farina del sacco di Michael Jackson.

MICHAEL JACKSON, LA STORIA DI BILLIE JEAN

Ci aveva già pensato Quincy Jones – famosissimo arrangiatore e produttore discografico – a gettare delle ombre sull’attribuzione di Billie Jean a Michael Jackson. Il brano, pubblicato il 2 Gennaio del 1983, è il secondo singolo estratto dal sesto album in studio del Re del Pop, il leggendario Thriller.

Secondo le fonti ufficiali, Michael Jackson avrebbe iniziato a comporre la canzone ispirato da alcune vicende personali, che gli erano accadute nel 1981. Già a questo punto la storia arriva ad un bivio, poiché secondo alcuni il testo parlerebbe proprio del cantante, secondo altri del fratello Randy Jackson. Ad ogni modo, Billie Jean sarebbe il nome di una donna che accusò – uno dei due – di non aver voluto riconoscere la paternità a suo figlio.

BILLIE JEAN, LE DICHIARAZIONI DI QUINCY JONES SUL SUCCESSO DI MICHAL JACKSON

Indipendentemente da come siano andate veramente le cose, resta il fatto che Billie Jean ebbe una risonanza mediatica e commerciale eccezionale. Nonostante il brano risulti uno dei più amati e conosciuti di Michael Jackson, questo non impedì l’insorgere di critiche. Fecero clamore le parole del produttore discografico Quincy Jones che, assieme al Re del Pop, lavorò proprio alla creazione di Billie Jean.

Secondo Jones la canzone non sarebbe un prodotto originale di Jackson, ma un rifacimento di un pezzo della cantante Donna Summer. La questione si fa intricata, se si pensa che già il pezzo della Summer – State of Indipendence – fosse una cover del duo Jon Anderson-Vangelis. Con tutti questi attori sulla scena, dove risiede la verità?

BILLIE JEAN, NUOVE DICHIARAZIONI SULLA PATERNITA’ DELLA CANZONE

Se la storia intorno alla paternità di Billie Jean non fosse abbastanza complessa, ora si aggiungono altri due musicisti all’equazione. Parliamo dell’iconico duo musicale Hall&Oates, attivo più o meno nello stesso periodo di Michael Jackson. Ma in che modo sono coinvolti nella vicenda?

Daryl Hall ha rivelato di aver incontrato Michael Jackson – anni e anni fa – e di avergli sentito confessare che la linea base di Billie Jean gli era venuta in mente ascoltando una traccia degli Hall&Oates. La canzone in questione – stando a quanto riportato dal New Yorker – sarebbe I Can’t Go for That (No Can Do), contenuta nell’album del 1981 – Private Eyes.

HALL&OATES, IL BRANO CHE HA ISPIRATO BILLIE JEAN

Sia John Oates che Daryl Hall hanno raccontato di quanto Michael Jackson amasse il loro singolo, I Can’t Go for That. Così tanto che, il Re del Pop confessò gli piacesse “ballare con quella canzone nella sua stanza davanti allo specchio“. Ma, apparentemente, l’amore di un fan si è spinto un pò oltre nel caso di Jackson.

Hall ha infatti rivelato che, durante un incontro con il Re del Pop, ebbe da lui una scioccante confessione. “Spero non ti dispiaccia. Ho rubato il groove di I Can’t Go for That per la mia canzone Billie Jean” gli disse infatti Michael Jackson. 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.