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Michael Jackson, Come il re del pop ha ispirato il mondo della musica e non solo

Michael Jackson è stato uno degli artisti più influenti degli ultimi anni. È uno dei più imitati della cultura occidentale per quanto riguarda lo stile di danza. Eppure la sua influenza non si limita alla danza, ma passa per la moda fino ad ispirare moltissimi artisti in tutto il mondo. Non si è limitato solo a questo: ha costruito un’idea di pop star che non contribuisce solo al mondo dello spettacolo, ma ha mostrato più volte un interesse per temi fondamentali e importanti.

Michael Jackson un’ispirazione per tutti

Anche se vantiamo molte pop star di questi tempi, non dobbiamo negare che senza Michael Jackson alcune di queste non sarebbero esistite. Infatti, moltissimi hanno dichiarato di essersi ispirati a lui: Bruno Mars, Justin Timberlake, Madonna, Britney Spears, Prince, ecc. Oltre alle movenze di danza, allo stile musicale, l’influenza del del re del pop si nota anche negli outfit. Jackson è stato fonte di ispirazione, infatti, anche per quanto riguarda il look e il mondo della moda, basti solo pensare ai suoi cappelli e guanti così iconici. Le grandi idee di Michael Jackson vengono riprese da molti artisti in continuazione, basti solo pensare alla sorella Janet Jackson. Tra queste, la concezione dei videoclip musicali con budget Hollywoodiano e regia quasi da film. Porre dietro ad una canzone una storia, un concept molto più complesso, saper conciliare danza e canto e presenza scenica in certi modi, tutto questo è un profondo debito che il mondo del pop e della musica in generale ha nei confronti di Michael Jackson.

La filantropia e l’impegno sociale

Non è una novità per una pop star dedicarsi alla beneficenza o all’attivismo. Tuttavia, il re del pop si è particolarmente distinto in quel senso. Dopo la sua morte ha lasciato un’ingente cifra (di cui non si sa di preciso la stima) a diverse associazioni. Si stima che abbia donato addirittura 400 milioni di dollari in beneficenza nel corso della sua vita ed è entrato nel Guinness dei primati come l’artista che ha supportato più associazioni benefiche entro il 2000. Naturalmente l’esempio più eclatante della filantropia di Michael Jackson è la Heal the world foundation, con la quale raccolse moltissime donazioni, aiutò associazioni e distribuì farmaci ai bisognosi. Il re del pop si è soprattutto interessato di denunciare le condizioni dei bambini e degli animali ed alla sensibilizzazione verso i problemi ambientali.

Le canzoni di Michael Jackson per il pianeta

Esistono varie canzoni di Michael Jackson che sono incentrate sull’obiettivo di denunciare condizioni degradanti dell’ambiente oppure dell’uomo. Un esempio è l’iniziativa di We are the world, scritta con Lionel Richie, con cui si è voluto raccogliere denaro per l’Africa. Ma sicuramente gli esempi più eclatanti in tal senso sono Heal the world, che diede il nome all’associazione e Earth Song. Un brano che spinge a fare la nostra parte per l’ambiente. Poi ancora con Earth Song, dal testo durissimo, Jackson ha denunciato le conseguenze dell’azione dell’uomo sull’ambiente. Come riporta The Guardian, il re del pop sulla canzone disse:

“Ricordo di aver scritto Earth Song quando ero in Austria, in un hotel e stavo provando così tanto dolore e tanta sofferenza per la condizione del Pianeta Terra. Per me, questa è la canzone della Terra, perché penso che la natura stia cercando a fatica di compensare la cattiva gestione della Terra da parte dell’uomo. E con lo squilibrio ecologico in corso, e molti dei problemi ambientali, penso che la Terra senta il dolore, e che abbia delle ferite, e parla anche di alcune delle gioie del pianeta. Ma questa è la mia occasione per far sì che la gente ascolti la voce del pianeta. Questa è Earth Song. Questo è ciò che l’ha ispirata”.

E ancora oggi ricordiamo queste canzoni come monito per tutti. Ancora oggi Jackson, a più di dieci anni dalla sua morte, continua a ispirare musicisti e fan.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.