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Michael Jackson, Perché il re del pop cantava spesso canzoni a tema horror?

Michael Jackson è entrato non solo nel panorama musicale, ma in quello culturale collettivo. Non esiste nessuno che non abbia mai sentito parlare del re del pop, per la sua musica. Jackson ha affascinato anche per il suo personaggio, a tratti controverso, ma che ha sempre affascinato. Una componente interessante della discografia di Michael Jackson sono le canzoni “spaventose”, categorizzate spesso come “Gothic pop“. Molti pensano che il re del pop abbia cantato solo una canzone dallo stile macabro, la famosissima Thriller, ma non è così.

Thriller diventa un successo mondiale

Sappiamo tutti che Thriller è l’album più venduto della storia della musica. La title-track è una canzone inquietante, unita ad un videoclip che colpisce per essere di fatto come un film, sia come budget sia come stile. Infatti, come ben sappiamo il video di Thriller racconta una storia ben precisa e definita, molto inquietante ma anche divertente. Il risultato di questo brano Gothic pop è una grande ironia sulle nostre paure. Thriller è diventata un tormentone di Halloween ed un modo per esorcizzare ciò che temiamo. Così, Michael Jackson ha riempito di originalità il suo repertorio, grazie a queste caratteristiche così particolari ed innovative per l’epoca. Una grande particolarità del repertorio di Michael Jackson è il fatto di contrapporre elementi estremamente bonari e delicati, come la bellezza della natura e la spensieratezza dell’infanzia, a elementi più inquietanti. Per questo dopo Thriller uscirono altri brani sul filone “horror”.

La componente macabra in Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix

Una sorta di erede di Thriller è Ghosts, che fa parte dell’album Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix del 1997. A differenza del famosissimo singolo, Michael Jackson ha contribuito alla sua composizione. Il videoclip è indubbiamente più curato anche se è sicuramente meno iconico, tuttavia è entrato nel Guinness dei Primati per 16 anni come il video più lungo nella storia della musica, con in suoi 40 minuti di lunghezza. Tra gli altri, scritto anche da Stephen King. Il video è anche il più costoso della storia con un budget iniziale di 7 milioni di dollari diventati poi 15 milioni di dollari e fu finanziato direttamente da Michael Jackson stesso. È stato osservato che il videoclip di Thriller si rifà sostanzialmente all’omonimo genere, mentre Ghosts ricorda maggiormente l’horror. Le due canzoni rappresentano sostanzialmente due importanti generi diversi, Thriller mostra la musica della sua epoca, mentre Ghosts si scontra con le influenze dell’elettronica.

Is it scary e Threatened

Nel lungo video di Ghosts sono presenti anche altre canzoni tutte tratte dagli album HIStory: Past, Present and Future – Book I e Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix. Una di queste è Is it scary, dalla componente macabra ed inquietante come Ghosts. La canzone doveva essere la colonna sonora del film La famiglia Addams 2, ma l’affare andò in fumo a causa delle vicende giudiziarie di Michael Jackson. Is it scary rimane comunque un brano adeguato al repertorio del re del pop e si inserì perfettamente nell’album. Come in Ghosts, la componente principale sono i fantasmi, mentre in Thriller i protagonisti soprannaturali classici dell’horror erano gli zombie. Jackson concluse poi il suo filone di canzoni “horror” con l’album Invincible dove è presente è presente Threatened. In questo brano non esiste la componente macabra data da una creatura come un fantasma, ma il mostro sarebbe ironicamente Jackson stesso. Infatti, il re del pop ironizza sulle accuse che sono state fatte su di lui, concepito dagli altri come un essere spaventoso che le minaccia (da qui il titolo, che significa appunto “minacciati”). La canzone ha una parte rap postuma di Rod Serling costituita da spezzoni di narrazioni tratte da alcuni episodi dalla serie Ai confini della realtà. 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.