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Michael Jackson, Quando l’album HIStory mise nei guai il re del pop

Se c’è un artista che ha battuto ogni record, quello è Michael Jackson. Re del pop indiscusso, ha sempre saputo sorprendere con idee originali ed accattivanti. Il suo Thriller è tuttora l’album più venduto della storia della musica. Si è sempre discusso molto sulla sua persona, a partire dal colore della pelle, fino ai problemi di salute e le accuse di pedofilia. Ma ci fu un momento in cui anche la sua musica fece discutere: l’album HIStory a Michael Jackson procurò diverse polemiche.

HIStory: Past, Present and Future –  Book I

L’album HIStory fu realizzato in un periodo molto difficile per l’artista: la dipendenza dagli antidolorifici e le accuse di pedofilia spinsero Michael Jackson verso un periodo molto buio, da cui uscì anche grazie al matrimonio con Lisa Marie Presley. In questo frangente decise di far uscire un nuovo disco. La Sony gli propose un Greatest Hits, composto quindi dalle sue canzoni di maggiore successo. Sempre perfezionista, Jackson non volle far uscire un album senza nulla di nuovo e quindi l’album si compose per la prima parte (chiamata HIStory Beginsdei brani più importanti del repertorio dell’artista. La seconda, HIStory Continues, si compone invece di brani inediti, tra i quali HIStory, la title track. Già da questo brano è possibile evincere le tematiche principali del disco: la critica alla società ed alla decadenza dei valori dilagante.

Il video ufficiale di “HIStory” e le polemiche

Nel 1995, Michael Jackson viene invitato da Diane Sawyer nel suo programma insieme alla moglie. Oltre a domande sul matrimonio appena avvenuto, viene proiettato il video di HIStory. Sawyer riferisce a Michael che vi sono varie polemiche riguardo questo video: sembra vi siano riferimenti al nazismo, al comunismo e vari messaggi nascosti.

La risposta del re del pop fu immediata:”Ho ottenuto quello che volevo!”, ovvero attirare l’attenzione dei critici. Sottolinea poi come nel suo album non c’è nulla di politico, nessun riferimento ad alcuna ideologia specifica.

How many victims must there be
Slaughtered in vain across the land
And how many struggles must there be
Before we choose to live the prophet’s plan
Everybody…
Every day create your history
Every path you take you’re leaving your legacy
Every soldier dies in his glory
Every legend tells of conquest and liberty.

They don’t care about us e quella frase antisemita

Jew me, sue me, everybody do me
Kick me, kike me, don’t you black or white me.
Un altro singolo molto apprezzato dall’album fu They don’t care about us, che vide addirittura due diversi video ufficiali. Il tema centrale della canzone è il razzismo e vuole essere un inno contro qualsiasi discriminazione. Sfortunatamente, anche in questo caso Jackson fu nell’occhio del ciclone di accuse e polemiche. Usò infatti il termine kike per indicare i giudei, che in inglese è fortemente dispregiativo. La comunità ebraica si sentì profondamente offesa e sempre nella medesima intervista la Sawyer insiste su questo aspetto. Ancora una volta Jackson si difese affermando di non essere razzista, di amare tutte le razze e che molti suoi collaboratori e amici (tra i quali cita Steven Spielberg) sono proprio ebrei. Lo scopo della canzone era sicuramente un altro.

 

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Laureata in lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.