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Cos’ha in comune Michael Jackson con David Bowie?

Il mondo della musica ha dovuto dire addio negli anni 2000 a due star che hanno fatto la storia da diversi punti di vista. Nel 2009 abbiamo perso Michael Jackson e si è spento David Bowie più recentemente, nel 2016. Si tratta di due artisti sicuramente diversi, che si sono mossi anche in territori differenti, essendo uno americano e l’altro inglese. Tuttavia hanno lasciato un segno particolare a volte con mezzi simili. Innanzitutto, non dobbiamo dimenticare che entrambi hanno avuto il primo grande successo nell’Estate del 1969. Sicuramente è vero che Michael Jackson ha fatto più gavetta di tutti, avendo cominciato a stare sul palco fin dalla tenera età con i suoi fratelli. Tuttavia Jackson è diventato solista e artista indipendente solo dopo diverso tempo. David Bowie, d’altro canto, condivide con lui anche un anno molto particolare: il 1983. Ma andiamo per gradi.

Luci e ombre di due artisti ambigui

Una certa somiglianza nella corporatura tra i nostri due artisti è innegabile: molto magri, alti e soprattutto considerati estremamente ambigui dalla stampa. Entrambi giocano sulla loro sessualità, Bowie con l’eterna voce sulla sua bisessualità e Jackson con le sue movenze così stravaganti. Entrambi hanno un forte interesse per la moda e lo stile, Jackson ricerca cappelli, guanti e caratteristiche che possano fa risaltare il suo stile, Bowie si affida ai più grandi stilisti per realizzare i suoi abiti. Vero è che questi aspetti accomunano molte rockstar e popstar, ma diciamolo, come lo hanno fatto loro, ha segnato la storia!

L’anno del successo, ma della confusione: 1983

Nel 1983 Davis Bowie pubblica Let’s Dance, il primo album con il suo nuovo contratto con EMI. Questo disco fu un grandissimo successo, ma iniziò anche a creare problemi a Bowie: venne preso di mira da certi critici amanti del rock che invece avrebbe voluto stupire. Si parla sempre di quest’album come di una sorta di calo della creatività del duca bianco, quando in realtà fu un successo secondo solo a un altro artista: Michael Jackson. Il re del pop riuscì a scalare le classifiche ed a pubblicare, come sappiamo, Thriller, l’album più venduto della storia della musica. Tuttavia, questo segna anche l’inizio di una maggiore attenzione mediatica su Michael Jackson, che da quel momento inizierà a vivere con difficoltà la sua celebrità, che già lo feriva avendogli impedito di vivere una vera infanzia.

La lotta contro le discriminazioni

C’è qualcosa che bisogna tuttavia specificare. Rispetto a Bowie, nel mondo musicale, prima ancora di subire l’attenzione per il cambio della pelle o le accuse di pedofilia, Michael Jackson ha dovuto lottare per farsi sentire, anche semplicemente per vedersi inserire in alcune stazioni e programmi, come MTV. Ciò in quanto era la “musica bianca” a dominare la scena, mentre per quella “nera” c’erano alcune discriminazioni. Come sappiamo, contro questo genere di cose il re del pop si è sempre battuto anche attraverso le sue canzoni. D’altro canto, David Bowie pur essendo un uomo bianco, inglese e quindi privilegiato, non ha mai smesso di combattere per questo, anzi. Il Duca Bianco ha sempre dichiarato come dovessero esserci le stesse opportunità per tutti.

Che rapporto c’era tra Michael Jackson e David Bowie?

Si sa che tra i due vi fu sicuramente una stima reciproca, nel 1992 addirittura vi furono voci su una relazione sessuale, scoperta dalla moglie di Bowie Iman. Anche se in realtà l’aspetto curioso di tutto ciò è che Michael Jackson baciò Iman davanti a tutti, nel video della sua canzone Remember the time! Comunque, alla morte di Bowie, anche i fan di Michael Jackson sono rimasti malissimo, conoscendo anche la grande ammirazione che il re del pop aveva per lui. C’è una foto che li ritrae insieme quando Jackson era ancora nei Jackson 5 e Bowie era andato ad una festa che la famiglia Jackson aveva organizzato per Al Green. I due si erano poi visti ancora durante il Serious Moonlight tour del 1983. Due pietre miliari della musica, che nessuno di noi dimenticherà.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.