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Michael Jackson, La storia del “giving three”, l’albero speciale di Neverland

Da cosa può derivare l’ispirazione? A volte un artista può avere una folgorazione improvvisa, senza una vera ragione, che fa sì che si sfornino veri capolavori. Altre volte può essere un’esperienza ad ispirarlo, un libro, un’altra canzone, ecc. Nel caso di Michael Jackson, al suo modo di comporre è legato un aneddoto molto particolare. Sappiamo tutti che il re del pop ha intrapreso la carriera musicale fin da bambino. È stato abituato quindi a cercare quella scintilla per comporre fin da piccolo. L’ha trovata spesso nel rapporto con la natura, anche da adulto. Pare infatti che sia stato un albero ad ispirargli alcune delle sue canzoni più famose: Michael Jackson lo chiamava giving three. 

La fortezza a Neverland Ranch

Superman aveva la sua fortezza della solitudine. Michael Jackson non voleva stare solo, ma lontano dai riflettori e da quella fama che fin da bambino lo aveva inseguito. Così, come sappiamo, acquistò Neverland, enorme parco in cui tra le altre cose si trovavano naturalmente animali, anche tra i più esotici ed alberi. Jackson adorava fin da bambino arrampicarsi sugli alberi, quindi lo faceva spesso a Neverland. Sono tantissime le foto che ritraggono il re del pop su un albero. Alcune molto malinconiche, altre spensierate.  Nel documentario Living with Michael Jackson abbiamo avuto proprio modo di vedere il re del pop arrampicarsi su un albero.

Il giving three, l’albero che ispirava le canzoni di Michael Jackson

L’albero in particolare che vediamo in quel documentario è uno molto vicino alla casa a Neverland, che era il principale rifugio per il re del pop. Aveva messo tra i due tronchi due assi di legno così da potersi rifugiare in solitudine proprio lì. Trascorrendo del tempo lì, è naturale che sia capitato che gli siano venute delle idee per delle canzoni. Così Jackson ha chiamato questo albero giving three, albero donatore, poiché gli ha fatto dono dell’ispirazione per diverse canzoni. Giving three è anche il titolo di un libro per bambini. È interessante che proprio i brani che Jackson ha scritto su quest’albero o “grazie” a quest’album siano tra i più personali del re del pop. Ha infatti dichiarato di aver scritto su quest’albero Childhood, che è uno dei testi più personali e intimi di Jackson. Racconta della mancanza della sua infanzia, dramma che lo tormenterà tutta la vita e chiede anche comprensione per chi invece sembra attaccarlo senza conoscerlo. Proprio mentre recuperava quell’infanzia a cui ha anelato per tutta la sua vita, arrampicandosi su un albero, ha scritto quella canzone. Ma su quell’albero ha composto anche Heal the world, Black or White, Will you be there. 

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.