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Michael Jackson, Il significato di Leave me alone

Michael Jackson è stato un artista dei record e continua ad esserlo anche dopo più di dieci anni dalla sua scomparsa. Il successo musicale di questo grande performer non gli ha tuttavia permesso, anzi se mai lo ha esposto di più, di essere risparmiato dalle polemiche. La vita di Michael Jackson, anche prima delle accuse di pedofilia, era al centro dell’interesse dei media. Questo rapporto così particolare con i tabloid, che gli faceva detestare la sua fama, è stato oggetto di diverse interviste. Il re del pop non si è fermato solamente a lamentarsi delle ingerenze dei media nella sua vita, ma ha anche fin da subito usato la musica come canale per mettere al loro posto i media. Leave me alone, che Michael Jackson inserì nel suo album Bad, parla proprio di questo.

La novità di Bad

Dopo lo straordinario successo di Thriller, Michael Jackson ebbe diverse remore nel pubblicare Bad. Da sempre uno stacanovista pignolo e molto preciso, voleva dare il massimo. Sentiva una grande pressione sia da media, che erano assolutamente ossessionati dal suo cambiamento fisico dall’infanzia all’età adulta, ma anche dall’industria musicale in generale. Il mondo della musica da Thriller del 1982 era già cambiato: Prince era stato etichettato come il vero rivale di Jackson ed aveva rifiutato in realtà di duettare con lui proprio in “Bad”. La posta in gioco era altissima. Nonostante tutto questo, l’impegno del re del pop fu ripagato e Bad fu un enorme successo. Non a caso, è il primo e unico album della storia ad avere cinque singoli in vetta alle classifiche. Cinque canzoni su undici tracce: la title-track, The way you make me feel, I just can’t stop loving you, Dirty Diana e infine Man in the mirror.

Leave me alone di Michael Jackson

Tra i singoli in vetta dell’album non c’è Leave me alone, che fu invece una bonus track esclusiva dell’edizione CD. Questo brano fu effettivamente rivalutato solamente dopo diverso tempo, anche alla luce di tutto ciò che succederà a Jackson dopo. Ancora prima delle polemiche sulla chirurgia estetica (che comunque già era un argomento in voga) e sui processi, in questa canzone senza peli sulla lingua Jackson si scaglia contro i media affermano di voler essere lasciato in pace. In particolare, accusa i giornalisti di non essere professionali.

Don’t you know
And there’s the choice that we make
And this choice you will take
Who’s laughin’, baby?
So just leave me alone. 

Il successo del videoclip

La canzone ebbe successo più che per il contenuto, per il video ufficiale, che nel 1990 vinse un Grammy Award come Miglior Videoclip Corto. Fu inserito anche nel film Moonwalker, raccolta antologica anche di altri video ufficiali di sue canzoni. Sostanzialmente il video è una satira contro l’ossessione dei media per Michael Jackson e ritrae alcune bufale riferite alla sua persona e spacciate per scoop: raffigura Jackson che viaggia su un razzo in un parco divertimenti ed è qui che vediamo quelle finte notizie. Ad esempio, la teoria che Jackson dormisse in una camera iperbarica (quando in realtà si era solo scattato una foto una volta dentro ad una di esse, ma tante altre trovano spazio nel video. Come il fatto che avesse voluto acquistare le ossa di “Elephant Man“, per farne una parodia Michael Jackson nel video di Leave me alone è ritratto insieme allo scheletro di un uomo elefante.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.