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Michael Jackson, La storia della canzone più triste del re del pop

Michael Jackson è stato ed è tuttora uno degli artisti più influenti della storia della musica. Perfino dopo la sua morte, la sua musica continua a vendere tantissimo e rimane un personaggio di cui si dibatte in continuazione. Un esempio è il recente documentario Michael Jackson Chase the truth. In generale, la musica del re del pop è associata alla danza ed alla gioia di vivere. Quanti hanno ascoltato, soprattutto i suoi primi lavori da solista, per ballare e seguire il ritmo con grande spensieratezza? Tuttavia, come sempre accade con artisti poliedrici, il suo repertorio è molto variegato. Troviamo anche canzoni molto tristi, anche se la più triste in assoluto è a detta di molti solamente una. Oggi parleremo della canzone più triste di Michael Jackson.

Qual è la canzone più triste di Michael Jackson?

La scelta potrebbe essere vasta. Gone too soon, ad esempio, è una canzone che parla della perdita di una persona cara che è morta troppo presto. She’s out of my life è nota per essere seguita da Michael Jackson simulando il pianto durante i concerti ed accovacciandosi con il viso sulle ginocchia. Ancora Stranger in Moscow, Earth Song, sono tante le canzoni che potrebbero avere il primato in quanto a malinconia. Tuttavia, la canzone più triste di Michael Jackson è probabilmente Little Susie, visto che parla di una bambina uccisa.

Il vero significato di Little Susie

Little Susie è tratta dall’album di Michael Jackson HIStory: Past, Present and Future – Book I. Su questa canzone si è a lungo dibattuto, i fan hanno cercato le teorie più disparate per comprenderne l’ispirazione. Sembra sia un misto tra realtà e finzione, visto che il re del pop ha spiegato di essersi ispirato ad un fatto di cronaca che lo aveva colpito. Si narrava di questa bambina che aveva avuto un’infanzia difficilissima, con una mamma coinvolta nella criminalità e solo una sorella a prendersi cura di lei. Dopo la morte della madre, le sorelle si sarebbero trasferite dal nonno che era però un alcolista. Molti sono propensi a pensare che la Piccola Susie della canzone sia stata uccisa proprio da questo nonno, mentre c’è chi pensa che il vero “assassino” della vicenda sia l’abbandono. Ma i riferimenti al sangue nel testo fanno davvero pensare ad un omicidio.

Il tema dell’infanzia violata

Michael Jackson sicuramente aveva a cuore l’idea dell’infanzia. Tutti sanno che una delle ragioni che lo ha sempre visto al centro di polemiche fosse il suo rapporto coi bambini. Il re del pop, al di là delle successive accuse di pedofilia, ha mostrato fin dall’età adulta una predisposizione ad imitare modi e azioni dei bambini. Ciò è stato spiegato proprio da lui nella canzone Childhood, in cui parla di sé rivelando che agiva in tale modo per recuperare l’infanzia perduta. Jackson l’ha perduta a causa del suo lavoro e di un padre padrone, mentre a quanto pare la Susie della canzone a causa della violenza della sua casa. L’abbandono, che può uccidere, come si dice nella canzone, ha posto fine alla vita di Susie.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.