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Il 23 aprile del 1976 usciva il loro disco di debutto: i 5 migliori album dei Ramones

Era il 23 aprile del 1976, quando sulla scena punk fecero il loro ingresso i Ramones con il loro album di debutto Ramones. In ventidue anni di attività, il quartetto del Queens ha influenzato il panorama globale come solo poche band hanno saputo fare: al loro primo concerto infatti, il 4 luglio del 1976, incontrarono il bassista degli ancora sconosciuti Clash, Paul Simonon, che confidò loro di non essersi ancora esibito con la band perché non si sentivano abbastanza bravi. Johnny Ramone gli rispose: “Noi suoniamo male. Non è necessario che siate bravi, basta che andate sul palco a suonare“. Due giorni dopo, i Clash tennero il loro primo concerto.

A 43 anni dal loro esordio con Ramones, ecco i 5 migliori album dei Ramones!

I 5 migliori album dei Ramones: Leave Home (1977)

Ramones si classifico solo al 111esimo posto della Billboard 200, ma questo non fu abbastanza da scoraggiare la band. I Ramones tornarono in studio di registrazione, e incisero il loro secondo album: Leave Home. A differenza del primo disco, i casinisti del Queens ebbero più tempo e un budget più alto a disposizione, e questo aiutò a rendere Leave Home un disco di maggiore qualità. Tuttavia, il nuovo album andò peggio di quello di esordio, e canzoni immortali come Gimme Gimme Shock Treatment, Pinhead e You’re Gonna Kill That Girl, non riuscirono a salvare la band dal 148esimo posto in classifica.

I 5 migliori album dei Ramones: It’s Alive (1979)

28 canzoni suonate alla velocità della luce e un’energia mai vista prima di allora; il concerto di capodanno al Rainbow Theater di Londra del 1977 segnò la nascita di It’s Alive, risultato dell’esibizione dei Ramones durante l’evento. Fu il live della loro vita, dato che da quel momento non si videro più performance così cariche di adrenalina fino alla fine della band nel 1996.

I 5 migliori album dei Ramones: Road to Ruin (1978)

Assoli, ballate e un pizzico di chitarra acustica. Col loro quarto album pubblicato in meno di quattro anni, i Ramones decisero di provare qualcosa di nuovo; qualcosa che potesse diventare una vera e propria hit. Fu proprio una strada verso la rovina, perché nemmeno quest’album riuscì a classificarsi nella top 100. Il brano I Wanna Be Sedated, fa da titolo, ancora, alla loro scalata verso il podio.

I 5 migliori album dei Ramones: Ramones (1976)

Nell’aprile del 1976, quando uscì l’album di esordio dei Ramones Ramones, le vette delle classifiche mondiali vedevano brani come Disco Lady di Johnnie Taylor in prima posizione, seguita da Let Your Love Flow dei Bellamy BrothersRight Back Where We Started From di Maxine Nightingale. L’entrata in scena di quattro ragazzi scapestrati provenienti dal Queens segnò una vera e propria rivoluzione nell’industria discografica.

Giacche di pelle, stile punk e pezzi dalla durata di due minuti dedicati a droghe fai-da-te, prostituzione e violenza. I Ramones registrarono, nel giro di pochi giorni, il loro primo album in uno studio al Radio City Music Hall, l’album che diede vita alla leggendaria Blitzkrieg Bop. Il costo fu di soli 7 mila dollari. “I fonici non capivano cosa stessimo facendo“, confessò Tommy Ramone. “Pensavano che stessimo registrando la stessa canzone milioni e milioni di volte, sono sicuro“. Che dire, Hey ho, let’s go!

I 5 migliori album dei Ramones: Rocket to Russia (1977)

Nell’estate del 1977, i Ramones cominciarono a lavorare a Rocket to Russia. I quel periodo, la band stava vivendo un momento idilliaco: erano in tour e continuavano a scrivere come razzi. Le follie dei loro omologhi inglesi, i Sex Pistols, costrinsero i media a dare attenzione al fenomeno punk che dominava sempre di più la scena musicale. Il primo singolo estratto, Sheena is a Punk Rocker, riuscì a piazzarsi all’81esima posizione del Hot 100, un enorme risultato per la band statunitense. L’album scalò sempre di più la classifica, ma si fermò solo al 49esimo posto.

 

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Rebecca Buzzetti, classe 1996. Diplomata come creatrice d'abbigliamento da donna, studentessa di giornalismo. Da sempre appassionata di musica, in particolare rock, arte, sport (soprattutto hockey), letteratura, disegno e scrittura. Persona estremamente ironica, aspirante giornalista e scrittrice. (rebecca.buzzetti@gmail.com; Instagram: @rebiush)